Appena passato il 25 aprile, quale occasione migliore per parlarvi di un piccolo libretto dal titolo eloquente, Bella Ciao, la canzone della libertà. L’autore è Carlo Pestelli, linguista, professore, storico della lingua ma anche musicista e compositore.

L’idea del libro è di ripercorrere la storia di una delle canzoni più cantate in tutto il mondo.
E così si parte per un’avventura storica, all’inizio del secolo scorso, e anche un po’ prima, tra le mondine Piemontesi, Emiliane, Venete..

Bella Ciao, la canzone della libertà – Carlo Pestelli immagine principale

Da una canzone su un’amore tragico, Bella Ciao è poi passata a rappresentare il grido di libertà dei partigiani, ma non solo, un grido di libertà di tutti noi, di chiunque si senta oppresso.
Bella Ciao esiste in numerose lingue, è cantata a funerali, cortei, manifestazioni. E’ stata interpretata e rivista innumerevoli volte, senza mai perdere il suo valore simbolico.

La paternità della canzone è ignota anche se molti hanno cercato di farla propria, come si scopre nel libro. Ma la sua forza è anche questa, di essere anonima e dunque di tutti. E sarà sempre la canzone da cantare tutti in coro.

Stefania Grosso