Ogni mattina a Jenin – Susan Abulhawa

Ogni mattina a Jenin - Susan Abulhawa immagine principale

Ferite aperte, profughi, violenza ma tanto amore. In questo libro della scrittrice (ma anche scienziata) Susan Abulhawa, palestinese-americana, è l’amore che fa andare avanti un popolo, e una terra, in perenne conflitto da ormai 70 anni.

Quattro generazioni di una famiglia – allargata – palestinese costretta ad abbandonare il loro villaggio dall’arrivo dell’esercito Israeliano e che rifondano la loro vita nel campo profughi di Jenin. Da qui si susseguono violenze (da una parte e dall’altra), le guerre, le due Intifada, gli attentati.

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Il contrasto tra la vita occidentale – e ciò che ci viene detto sul Medio-Oriente – e la vita nei campi profughi palestinesi, la forza di andare avanti anche quando si perde tutto, la volontà della vita di risorgere tra le macerie e la forza dell’amore che perdona le ideologie, i conflitti e le torture inferte. Tutto questo raccolto in un libro tremendamente vero, quasi 400 pagine per testimoniare una realtà che molto spesso fingiamo di dimenticare.

Storia e narrazione si fondono nel romanzo e l’autrice crea protagonisti complessi, con le loro virtù e le loro colpe, che si muovono tra le reti di un destino deciso da qualcuno esterno. Ma Susan Abulhawa ci regala anche dettagli di vita quotidiana, momenti conviviali che rispecchiano i nostri, tradizioni antiche e sogni di un futuro migliore.

Davvero imperdibile.

Stefania Grosso