Immaginate sei giorni di rivolta, di furore totale nella città più estesa e complicata d’America, Los Angeles. Morti, incendi e regolamenti di conti tra bande. E’ ciò che è successo nel 1992. Nei Giorni di Fuoco.

Il punti di partenza è l’assoluzione di alcuni poliziotti accusati di uso eccessivo della forza durante l’arresto di Rodney King, un uomo di colore. Due ore dopo si scatenò quella che può essere considerata una guerra civile cittadina.

Ryan Gattis - Giorni di fuoco - immagine principale

Tutto ciò ci fa venire in mente gli scontri e le tensioni razziali negli Stati Uniti durante gli ultimi mesi, e come viene detto da alcuni personaggi del libro, tutto questo è destinato a ripetersi. Era già successo negli anni 60-70, si è ripetuto negli anni 90, perché come dicono i protagonisti della scena, niente è stato risolto, niente è cambiato.

L’autore, Ryan Gattis, si è documentato per circa due anni e mezzo, riuscendo ad incontrare i protagonisti di quei giorni e riassumendo poi i loro racconti e le loro caratteristiche in personaggi di finzione. Il libro è diviso in sei parti, come i giorni delle rivolte, ed ogni giorno è raccontato da tre-quattro personaggi, in qualche modo tutti collegati e intrecciati tra di loro.

Forse per noi è lontano un mondo fatto di bande, codici, onore, pistole e tatuaggi ma in una città come Los Angeles è l’ordinario, e Ryan Gattis, attraverso le voci di chi c’era, riesce a cogliere e a descrivere perfettamente le sensazioni e le violenze di quei giorni, i Giorni di Fuoco.

Stefania Grosso