Il primo romanzo della grande scrittrice (e attivista) indiana, uscito ormai vent’anni fa, fu subito un grande successo di pubblico e critica. Finalmente anche io ho tra le mani il Dio delle Piccole Cose.

E sfogliando pagina dopo pagina si capisce subito perché. Il Dio delle Piccole Cose è un romanzo intenso, pieno di colori, sensuale ma anche violento, frasi brevi ma memorabili, che colpiscono al cuore.

Un linguaggio raffinato e semplice allo strsso tempo, un mondo lontano da noi che si schiude attraverso le parole di Arundhati Roy.

Il dio delle piccole cose – Arundhati Roy immagine principale

Colpisce all’anima la storia dei due gemelli, Estha e Rahel, e della loro madre Ammu. Una storia che parla di come sia difficile amare e lasciarsi amore in una società immersa in caste e convenzioni. Un mondo, l’India alla fine degli anni ’60, che difficilmente perdona e che obbliga ad avvicinarsi solo a determinate persone. Altrimenti esplode la violenza.

Non solo amore dunque ma anche politica, e denuncia sociale, in questo romanzo edito da Guanda, che tutti dovrebbero leggere, in attesa dell’uscita del secondo romanzo.

Stefania Grosso