Società, razza e bellezza nel terzo romanzo di Zadie Smith

Zadie Smith è stata la mia vera rivelazione del 2018. Ho letto i suoi libri tutto d’un fiato e appena ne finivo uno, dovevo cominciarne subito un altro e nessuno di essi mi ha mai deluso. On Beauty, tradotto in italiano con Della bellezza, non è da meno.

Al contrario, On Beauty è il romanzo di Smith che mi ha affascinato e rapito di più. Ha una struttura quasi da romanzo dell’Ottocento in cui si racconta la storia di due famiglie molto diverse eppure tutto sommato simili tra loro: i Belsey, famiglia di razza mista, liberali e le cui origini si mischiano e si incontrano tra le due sponde dell’oceano Atlantico; e i Kipps, famiglia di colore, conservatrice, e di origine britannico-caraibica. Le storie di queste due famiglie vanno inesorabilmente ad incontrarsi e scontrarsi sullo sfondo di una città universitaria inventata che giace tranquilla e immutata da decenni alle porte di Boston.

In On Beauty, come in tutti i suoi romanzi, Zadie Smith analizza, racconta e ci fa ragionare su come la razza, la visione politica della società e i rapporti umani, all’interno di due famiglie contemporaneamente eterogenee e omogenee tra loro, possano sì trovare fertile terreno di scontro, ma anche come ci si possano incontrare su un campo comune e insieme combattere la stessa battaglia.

 

Zadie Smith - On Beauty immagine principale

Se da un lato i capifamiglia, Monty Kipps e Howard Belsey, sono acerrimi nemici in tutto e uno sia allo stesso tempo la stessa faccia della medaglia e il suo esatto opposto dell’altro, dall’altro lato le madri di questo romanzo, Kiki e Carlene, sono in grado di instaurare tra loro un genuino e tenero rapporto di amicizia. E di conseguenza gli uomini del romanzo rispecchiano la famosa espressione del filosofo francese, Sartre: “l’enfer, c’est les autres” – l’inferno sono gli altri –, mentre le donne rappresentano perfettamente l’altro capo dello spettro delle relazioni umane, e i loro personaggi si riflettono nel verso di una poesia del poeta irlandese Nick Laird: “There is such a shelter in each other”.

Nei romanzi di Zadie Smith, le relazioni umane, sviscerate nei loro minimi dettagli e inserite in un determinato e dettagliato sfondo sociale, sono le vere protagoniste che aprono una finestra grandissima sul mondo reale.

On Beauty non è da meno, ma l’aspetto che me l’ha fatto così amare sono l’eleganza e il rigore con cui è scritto, un’eleganza che Smith ci regala ad ogni frase in tutta la sua produzione, ma che in questo libro trova la sua più alta espressione.

Giorgia Damiani