Fin dove possiamo spingerci con la tecnologia di tutti i giorni? Kentuki mostra uno scenario possibile

Che la tecnologia ormai faccia parte della nostra vita è innegabile. Ma fin dove arriverà? E quanto prenderà il sopravvento su di noi? Samanta Schweblin in Kentuki ci mostra un possibile risvolto.

Uscito quest’anno per Sur, Kentuki è un libro che si fa leggere in una notte. Tiene incollati alle pagine, non ti lascia, si infila dentro di te. Questo non solo per la grande capacità narrativa della sua autrice, ma anche perché racconta qualcosa che forse, inconsapevolmente, stiamo già vivendo.

La tecnologia è ovunque, ogni giorno, in ogni momento. Anche nel romanzo troviamo questa tecnologia sotto forma di animaletti-robot-pupazzi, che seguono il proprietario ovunque vada. O meglio, ovunque il proprietario voglia. E chi controlla il pupazzo? Che intenzioni ha?

Quanto può diventare un’ossessione la vita degli altri? E perché scegliamo di farci seguire notte e giorno, o seguire qualcuno notte e giorno? Cosa manca nella nostra vita? Dunque Samanta Schweblin cerca queste risposte – e molte altre – scrivendo e donandoci un romanzo ad episodi incredibile e molto, molto, attuale.

Consigliatissimo: per la scrittura formidabile e per una storia intrigante e reale. Voi vorreste un kentuki o essere kentuki?