In Middle England, l’autore inglese ci porta a scoprire i retroscena della Brexit

Forse non doveva essere un libro sulla Brexit, forse doveva essere solo la conclusione del suo Rotter’s Club, eppure Jonathan Coe in Middle England ci regala uno splendido romanzo che svela a noi Europei – e forse anche ai britannici – perché la Brexit è avvenuta.

In Middle England ritroviamo Benjamin, Lois, Philip, Doug e tutta la vecchia generazione conosciuta ne la Banda dei Brocchi appunto e in Circolo Chiuso. Oltre a loro fanno la comparsa figli e nipoti, la nuova generazione inglese, con sogni e credi diversi.

Attraverso i loro rapporti, attraverso i loro confronti – e il confronto con la società che cambia eppure non cambia mai – che scopriamo alcuni dei retroscena che hanno sconvolto la politica europea degli ultimi anni. il razzismo, la delusione delle classi più basse, la rabbia degli ultimi e il benestare di chi è arrivato. E poi c’è Benjamin, che continua a sognare, che continua a scrivere e vivere di ricordi. Eppure è lui il più europeo di tutti, l’unico che non si fa commuovere dalla cerimonia olimpica, l’unico che è sempre rimasto fedele a se stesso.

Certo, non basta un romanzo per capire la Brexit, non basta la fiction per capire sempre la realtà, ma di certo Jonathan Coe ci va molto vicino e ci porta per mano attraverso una cultura così vicina eppure a volte così lontana dal resto d’Europa.

Il romanzo è impregnato di politica e cultura ma senza dimenticare mail il personale, la carica emotiva di ognuno. Nello stile diretto, familiare di Coe, nel suo trovare sempre la descrizione giusta, la decisione giusta, troviamo anche noi il cuore di un Regno ancora orgoglioso ma mai così diviso.

Stefania Grosso