Filippo Parodi, poeta e filosofo ci fa dono di nuovi versi, che escono dal grigiore della modernità.

CHEBAR

Tu che cerchi un altro pane e forse non ti volti più,
la salvezza non si sbriciola,
acceca il corridoio.
Carezze che hai trovato – dici – in cose appuntite,
nell’ombra aculeata: carezza lieve e bianca!
E a cavalcioni gli angeli, appostati a ogni lampione.
Ti sembrano, le strade, viadotti di farfalle,
pentagrammi di rugiada,
non vuoi più rincasare,
scaldare un pentolino, ripiegare la camicia.

SI CHIAMA FORSE MARCO

Quando erge il bilanciere
gli si ingrossano le vene
come barbari torrenti

spremuta degli zigomi

sta proprio eiaculando:
sulla vetta echeggia il WHOOP!

Le braccia che gli belano
si accorge che guardavo.

BUT YOUR BODY FROM TOMORROW

There won’t be embarrassment
in the sudden comfort.
Therefore you will smile
to all your arteries.
It prods you no longer,
never mind if it is yours!
And every when it slips.
Nothing you can do.

CORDIALITÀ

Gli altri, intorno a te, sono degni di interesse.
Dovresti proprio scendere. Fermarti. Ascoltarli.
Gli altri che ti amano, vorrebbero incontrarti
e accettano, ti includono… sei tu che ti spaventi.
Sì, tu che ti camuffi, non agisci, sei indeciso,
ma gli altri gestiranno, diranno anche per te,
e ti sapranno accendere, fornire angolature.
Gli altri che ci sono e che ci saranno sempre.
Gli altri non ti sfidano, convinciti, deciditi,
allargati, distenditi tra gli altri là ad attenderti,
gli altri che ti snidano, bucando la tua nuvola,
sebbene li rigetti, gli altri non ti accusano
perché sono pazienti, gli altri che ti osservano
e a turno, qualche volta, con foga suggeriscono,
ma spranghi già lo sterno, di nuovo ti ritrai,
però gli altri sorridono, riallungano la mano,
ti offrono una sedia, sì, gli altri son cortesi
e ben disposti, esperti, gli altri non ti fregano,
gli altri che ricerchi, anche se non lo sai!
Tu che sei come gli altri, gli altri come te.
E un giorno – sarà presto – vedrai che imparerai
a scioglierti negli altri, gli altri che, innalzandoti,
ancora inneggeranno che sei uno di loro.
Tu sei uguale agli altri,

gli altri senza te.

Filippo Parodi nasce a Genova nel 1978. Nel 2012, per Gorilla Sapiens, pubblica un racconto all’interno dell’antologia Urban Noise. Sempre per Gorilla Sapiens, nel 2013, esce La testa aspra, il suo libro d’esordio. Nel 2017, per Fondazione Mario Luzi Editore, pubblica la raccolta di poesie La panchina senza angeli. Per Polimnia Digital Editions, rispettivamente nel 2018 e nel 2020, escono le sillogi poetiche Per te soltanto, bambino – Frammenti di emisferi e Tapping-ninne nanne e Flaming Child.