Sarah Rose Etter – Il libro di X

copertina de il libro di x recensione

Corpi, distorsioni e dolori profondi: caliamoci nel mondo surreale di Cassie nella recensione de Il libro di X

Cassie è nata annodata. Inizia così ogni presentazione di questo libro surreale (e vincitore del Shirley Jackson Awards nel 2019) ed è la prima cosa che apprendiamo sulla protagonista de Il libro di X, romanzo di Sarah Rose Etter.

Era annodata anche sua madre e sua nonna prima di lei, ed è una condizione tutta femminile. Condizione femminile è anche la vita che conduce nella sua esistenza quotidiana: aiutare la madre mentre il padre (alcolizzato) e il fratello sono a scavare carne nella cava. Sì, non stupitevi, è un mondo surreale quello descritto da Etter.

Un mondo in cui però le persone si comportano come noi, con desideri, paure, vendette e soprattutto violenze, fisiche e psicologiche. Ed è così che Cassie cresce, raggiunge la città, il lavoro, e poi fugge e chissà trova per una volta l’amore.

Intervallato da racconto e visione (una sorta di sogno – trip – allucinazione surrealista), il libro scorre via tra desideri di riscatto, decisioni sbagliate, persone che si trascinano e si rovinano lungo la strada. Etter, con la sua scrittura penetrante, ci porta dentro un viaggio di allucinazioni ma anche di una verità disarmante. La condizione di Cassie, metafora della condizione femminile, dal disagio infantile/adolescenziale fino all’età adulta, in cui sul lavoro dobbiamo apparire, per amore dobbiamo apparire, in costante conflitto con la società.

Ancora una volta Pidgin Edizioni ci regala un libro sopra le righe, come già fatto in precedenza, e anzi, questa volta si scava proprio a fondo dell’animo umano e dei suoi corpi, tra i suoi nodi, le sue ferite, gole spezzate e busti mozzati. Il libro di X si rivela un libro necessario, crudo, sincero, ed Etter riesce a capovolgere il nostro pensiero, portando il surreale dentro la crudeltà del mondo odierno.

Stefania Grosso