Il più grande filosofo italiano contemporaneo mette in luce le speranze, i sogni e i problemi de* giovan* di oggi attraverso le loro voci

Umberto Galimberti è uno dei filosofi più importanti della nostra epoca che, con i suoi saggi, ha di fatto contribuito allo sviluppo e all’analisi del pensiero occidentale degli ultimi quarant’anni. Ma Galimberti è anche un grandissimo divulgatore della filosofia, capace di sezionare moltissimi temi, tra i quali i punti critici della società capitalista, la “follia dell’amore” e la “disposizione dell’amicizia”, solo per citarne alcuni.

Nel suo libro, La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, edito da Feltrinelli, il filosofo dialoga con * giovan*: ragazz*, student*, lavorator*, sognator*, che si interrogano sulla realtà e su stess*, in un mondo che, come spiega Galimberti, ha messo da parte l’essere umano a favore della razionalità della tecnica.

La parola ai giovani raccoglie le lettere pubblicate sulla rubrica tenuta da Galimberti su “D” di “Repubblica”, in cui, negli anni, moltissim* giovan* hanno rivolto al filosofo i loro dubbi e le loro speranze sul presente ma soprattutto sul futuro. Suddivisa in nove parti, questa conversazione affronta moltissimi temi: la scuola, il lavoro, l’amore, la società, la digitalizzazione, Dio e la morte, le cose meravigliose della vita e ciò che non funziona e che deve essere cambiato.

Dalle lettere di quest* giovan*, come spiega Galimberti nell’introduzione al volume, traspare quello che il filosofo chiama il nichilismo attivo, quell’”ospite inquietante” che secondo Heiddeger non può essere messo alla porta per essere eliminato, ma che va guardato dritto negli occhi e va affrontato a tutti i costi per non perire. Ma se manca la risposta al perché – questo è il nichilismo per Nietzsche – e le nuove generazioni sono completamente private di un orizzonte di senso, come fare per muoversi nella giungla razionale che è diventata la nostra società?

A questa domanda tenta di rispondere Galimberti, con l’acutezza che l’ha sempre contraddistinto, senza indicare direzioni, ma cercando di fornire i migliori strumenti possibili a tutt* coloro che oggi si affacciano sul mondo per poterlo affrontare al meglio. E agli adulti dà un consiglio: “Ascoltiamo i giovani. E parliamo con loro. Li capiremmo più di quanto non li capiamo quando leggiamo o ascoltiamo le considerazioni di psicologi, sociologi, insegnanti, educatori che parlano di loro.” E allora, diamo loro la parola e mettiamoci in ascolto.

Giorgia Damiani