L’evento di Annie Ernaux è il commovente racconto dell’esperienza di un aborto clandestino nella Francia degli anni ‘60

Siamo nel 1963, l’anno in cui Annie Ernaux si ritrova spiazzata e spaesata davanti alla realtà dei fatti: è incinta. Ernaux all’epoca ha ventitré anni, è una studentessa universitaria come molte altre, ma da quel momento in poi, nel momento in cui, dopo una visita, il medico le conferma che aspetta un figlio, dovrà insinuarsi in tutti i modi nelle vie clandestine dell’aborto, all’epoca illegale, una parola quasi impronunciabile, in Francia.

Dal momento della diagnosi, Ernaux comincia a cercare qualcuno che la possa aiutare, qualcuno che la faccia abortire, qualcuno come una mammana, una fabbricatrice di angeli, espressione con cui chiamavano coloro che praticavano l’aborto clandestinamente. Nella sua ricerca Ernaux sente il continuo bisogno di confidarsi, di dire che è incinta ma che vuole abortire, che questo bambino non lo vuole tenere, provando costantemente la necessità di raccontare a qualcuno la propria condizione, senza cercare per forza ascolto e fregandosene del giudizio altrui, semplicemente per liberarsi un po’ del peso di quella vita che sta crescendo dentro di lei.

Durante tutta la narrazione Ernaux ci mostra, attraverso la sua personale esperienza, anche la situazione generale e sociale che comportava l’illegalità dell’aborto nella Francia degli anni ‘60: donne che morivano per infezioni o emorragie, donne che morivano perché veniva iniettata loro della candeggina, donne che, se sopravvissute, avrebbero dovuto mantenere per sempre il segreto di cosa era loro successo, a causa della riprovazione che avrebbero suscitato.

Ernaux si interroga inoltre, come spesso accade nei suoi libri, sulla portata del suo racconto, sull’importanza della condivisione della propria esperienza e su come poter trovare le parole e la sintassi giuste per esprimerla e restituirla al lettore in tutta la sua verità e potenza. Perché L’evento, edito in Italia da L’orma Editore, è un racconto davvero potente, a tratti come un mattone in faccia, per la forza e il peso delle parole di Ernaux e per le immagini che raccontano ed evocano.

Suonerà banale dirlo, ma L’evento è davvero una testimonianza importantissima di una situazione reale e viva solo pochi decenni fa – e che in alcuni casi e in alcuni luoghi del nostro Paese sta tentando di tornare – in cui le donne morivano, in cui alle donne veniva inferta violenza, fisica e psicologica, durante tutto l’iter che erano costrette a subire, in cui le donne erano completamente abbandonate a sé stesse, aiutate solamente da delle sonde, degli uncinetti, nei casi peggiori dalla candeggina.

Come tutta la produzione letteraria di Ernaux, L’evento è una testimonianza fondamentale e il racconto di un’esperienza importantissimo per tutti, in quanto cittadini di uno stato democratico, che deve assicurare e garantire sempre il benessere psicofisico dei propri cittadini. L’evento ci fa vedere, tra alti e bassi, quanta strada abbiamo percorso e cosa potrebbe succedere se come società dovessimo giraci e percorrerla a ritroso.

Giorgia Damiani