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paolo carnevali short story le emozioni

Paolo Carnevali – Le emozioni

Posted on 21 Agosto 202121 Agosto 2021 by Stefania

Le emozioni, una brevissima short story di Paolo Carnevali

Cercavo un luogo neutrale dove poter voltare le spalle al mondo. Questo desideravo: interrompere i contatti con periodi di attesa. Cancellare ogni traccia.
Nella vita siamo responsabili delle proprie scelte e sentivo l’insofferenza perseguitare, svuotare i progetti rendendomi triste. Un cavallo vecchio che corre come può, non interessato. È un sentimento che può provocare smarrimento e sopraggiungere sospeso. Annullo domande in questo orizzonte: tra mare e cielo, in un disordine blu, nell’atmosfera, nell’inconsistente e delicata precarietà. Un quadro di Mark Rothko.

A volte una nuvola può cambiare i disegni nel cielo e le forme muoversi continuamente. Vorrei bucarle, entrarci dentro. Scrivere del vuoto è un limite del pensiero, produce strani sogni, coincidenze che non hanno un ordine e si nutrono spesso di errori del mio passato. La comprensione del mondo è strana: un viaggio, un’immersione, un lungo periodo di osservazione.
Adesso vivo lunghi periodi di osservazione di fronte a questo mare che suona la sua musica sbattendo le onde con violenza. I cespugli di mirto, ibisco e tamerici disperdono profumi…

È al tramonto che raggiungo la spiaggia per una nuotata. Andata e ritorno la baia raggiunge un miglio marino e accarezzo l’acqua in lunghe bracciate, mentre il sole inizia a scendere lentamente. Va a dormire per svegliarsi nell’altra faccia della terra.
Interrogarsi sul rapporto con il mare aperto….

Lontano, sulla spiaggia, mi osserva con attenzione Frida, un terranova dal manto nero: un’ombra pronta a materializzarsi.

Cos’è che passa misteriosamente tra il confine reale e quello della fantasia? Quanti sogni ho perduto? La nostalgia si è fatta sottile e annebbia i ricordi: mi piace raccogliere i ricordi, sono come conchiglie e disperdono uno strano suono. ” Il tempo intanto se ne va…. e tutto lentamente scivola…. fingerò tutte le volte che pensarti non è niente le mie braccia senza te, moriranno le parole, i tuoi occhi il tuo sapore, li confondo tra la gente…” canta Enrico Nigiotti.

La poesia è un’invenzione che nasconde luci e ombre, trasformazioni continue e misteri. Riempie un vaso vuoto di parole, perché è dolorosa la resa che tutto venga dimenticato.

Forse qualcuno legge quello che scrivo, è piacevole la condivisione: unisce. Ma poi in fondo è lo stesso. Basta accontentarsi di poco e scomparire….
Tutto muore per rinascere, anche se vorrei fermare semplicemente le emozioni.

Paolo Carnevali, nato a Bibbiena (Arezzo) nel 1957. Traduttore e poeta. “I dialoghi di Ebe e Liò” e. Lalli (1984)dal cui testo è stata tratta una pièce teatrale. Nello stesso anno redige “Poetica Città” poetry-zine underground distribuito nelle serate di lettura. “Trasparenze” ed. Tracce (1987) plaquette poetica, recensita sul Manifesto (1988) e sul Corriere Adriatico (1990). Presente in riviste e blog letterari. Collabora con la rivista Pioggia Obliqua Scritture d’Arte di Firenze come corrispondente da Londra U.K.

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