Gli anni di Ernaux è un racconto personale e collettivo, la storia di una donna e di una società intera

Incasellare la prosa di Ernaux in un genere letterario definito è impossibile. Come succede per Memoria di ragazza e L’evento, anche Gli anni, pubblicato in Italia da L’Orma Editore insieme al resto della sua opera, è una cronaca personale, una riflessione sulla scrittura e sulla società francese. Ciò che rende unico questo libro però, è la capacità di Ernaux di sciogliere il racconto dell’io e dell’esperienza personale della scrittrice dentro a quello della storia comune di un’intera società.

Il soggetto de Gli anni è infatti principalmente un “noi”, la collettività, la società, e i suoi mutamenti avvenuti tra la fine del secondo dopoguerra ai primi anni del nuovo millennio. All’interno di questa collettività, l’esperienza di Ernaux funziona da filtro attraverso il quale l’autrice ci consegna un ritratto personale della Storia francese degli ultimi anni. Partendo dalla sua infanzia e attraversando più di mezzo secolo, Ernaux delinea i contorni della Liberazione dal Nazifascismo, la guerra in Algeria, le prime televisioni, la nascita del consumismo, il maggio francese del ‘68, gli Esistenzialisti, Mitterrand e Chirac, il femminismo (borghese), la caduta del Muro di Berlino, l’arrivo dei telefoni cellulari e di internet, il crollo del World Trade Center.

Senza mai rompere il ritmo del racconto collettivo, Annie Ernaux inserisce anche due configurazioni narrative diverse e particolari, che si discostano dal “noi” protagonista e che ritornano ciclicamente. La prima è la descrizione di alcune fotografie dell’autrice che rappresentano dei momenti salienti e importanti della sua vita, attraverso le quali le sensazioni e le emozioni di Ernaux in quel preciso momento storico legano il racconto personale a quello sociale. La seconda è il racconto dei giorni di festa, in particolare dei pranzi e delle cene di famiglia che ci fanno assaporare gli umori e le idee della piccola comunità famigliare di Ernaux.

Gli anni è dunque un enorme affresco che mette in scena, dal punto di vista della piccola e media borghesia francese, i cambiamenti politici, sociali e culturali avvenuti in più di cinquant’anni. Ma è anche il tentativo di custodire i momenti più importanti, meravigliosi, tragici, banali e difficili della vita di una donna, una testimonianza privata e pubblica di quello che la Francia ed Ernaux hanno vissuto in più di mezzo secolo.

Giorgia Damiani