Quando architettura e letteratura s’incontrano: cinque libri che uniscono spazio e storia in un binomio perfetto

La letteratura racconta il mondo e la vita: mette in scena tragedie, amori, passioni, vita quotidiana, guerre, miserie di eroi e antieroi. La forma narrativa in particolare non mostra solamente le passioni, le emozioni e i sentimenti umani, ma anche i paesaggi, gli ambienti e gli spazi che circondano i personaggi, la scenografia che fa loro da contorno e che spesso non è solo un elemento estetico o funzionale alla storia, ma diventa essa stessa co-protagonista della narrazione.

Lo spazio urbano londinese ad esempio diventa protagonista nei romanzi di Charles Dickens, nella cui prosa Londra non è semplicemente lo sfondo delle vicende, ma con la sua atmosfera e la sua architettura diventa anch’essa personaggio, che muta a seconda delle situazioni. O come in Giuda l’oscuro, romanzo di Thomas Hardy in cui l’architettura di Christminster, ricalcata su quella di Oxford, fa da cupo contorno alla tragica storia di Jude e Sue.

Architettura e letteratura dunque è un binomio presente in molti romanzi – e non solo – e continua a consolidarsi anche in libri più recenti, come i cinque che vi proponiamo di seguito.

Una passeggiata nella zona – Kamys Markijan

Romanzo, memoir, reportage: Una passeggiata nella zona di Kamys Markijan è questo e molto altro. Pubblicato in Italia da Keller, questo racconto che non si lascia incasellare, è la storia di un moderno pirata che si avventura nei luoghi proibiti della sua città, in una Černobyl’ ormai domata dal turismo, alla ricerca di quel mistero e di una pace interiore che a prima vista sembrano difficili da raggiungere.

La città ai confini del cielo – Elif Shafak

Come in altri libri di Elif Shafak, anche in questo – come si può capire dal titolo Istanbul è protagonista insieme ai personaggi creati dall’autrice. Istanbul è menzogna, amore, colori, profumi, buio: come l’animo umano, la città cresce e si forma con l’esperienza. E così si formano i protagonisti del libro, l’apprendista architetto (titolo originale del libro) Jahan e il suo amore per Mihrimah.

Il condominio – J.G. Ballard

Duemila abitanti e un solo condominio che, dall’alto al basso, riproduce le disuguaglianze e le tensioni tra le diverse classi sociali che lo abitano. Nel romanzo, Il condominio di J.G. Ballard, pubblicato da Feltrinelli, il grattacielo che si erge nei sobborghi di Londra e che ospita i protagonisti non funziona da semplice sfondo della vicenda, ma ne determina le dinamiche e le evoluzioni in quanto metafora distopica della società in cui viviamo.

Flatlandia – Edwin A. Abbott

In questo breve romanzo di fantasia gli spazi sono davvero i protagonisti. Sono le forme e le dimensioni infatti a popolare il romanzo di Edwin Abbott Abbott, pubblicato in Italia da Adelphi, e sono questi particolari personaggi a presentarci mondi possibili e a farci scoprire come ciò che abitiamo condiziona la nostra vita e le nostre possibilità dentro la società.

La ragazza del Bauhaus – Theresia Enzensberger

La ragazza del Bauhaus è Luise, una giovane donna che nella Weimar del 1921 vuole emanciparsi, avere un futuro nel mondo dell’architettura, studiare. Ma la scuola del Bauhaus porterà Luise a rendersi conto che l’arte, e in particolare l’architettura, sono prerogativa maschile. Pubblicato in Italia per Guanda, questo è un romanzo di formazione femminile in cui la protagonista dovrà fare i conti con le difficoltà di essere donna in un mondo fatto di uomini, in uno dei periodi e dei luoghi più all’avanguardia dal punto di vista artistico, ed in particolare architettonico.

Come sempre, abbiamo scelto cinque libri che secondo noi rappresentano al meglio l’unione tra architettura e letteratura ma l’elenco potrebbe continuare e svelare nuovi volti, storie e testimonianze. Saremmo liete quindi di conoscere nuovi nomi, nuove proposte, nuove letture e soprattutto nuove lotte!