La società per cominciare a guarire dovrebbe ripartire dall’amore: l’ultimo saggio di Jennifer Guerra, Il capitale amoroso

L’ultimo libro di Jennifer Guerra, Il capitale amoroso – Manifesto per un eros politico e rivoluzionario, pubblicato da Bompiani, è un saggio che mette l’amore, nelle sue diverse sfaccettature, al centro delle proprie argomentazioni. Il capitale amoroso infatti muove da una ricerca del 1973 di John Alan Lee, accademico, autore e attivista politico, in cui vengono definite e classificate diverse tipologie di amore: i tre tipi primari sono Ludus, Storge ed Eros, dalle cui combinazioni derivano Mania, Agape e Pragma.

Sulla base di questa teoria, e con l’aiuto di una rilettura in chiave “amorosa” di alcuni romanzi e della vita e del lavoro di personaggi storici, Guerra costruisce un manifesto per una cultura e una società fondate sull’amore, in cui i sistemi in cui oggi viviamo vengono ribaltati e soverchiati. Attualmente infatti, la principale manifestazione di amore che viene concessa nelle società di stampo neoliberista è quella dell’amore romantico (Eros) che troviamo principalmente rappresentato nei film e nella pubblicità. Questo è un amore spesso eterosessuale, che intercorre tra persone cisgender, bianche e senza disabilità: queste etichette ci fanno capire come anche solo la rappresentazione dell’amore romantico di cui fruiamo ogni giorno sia particolarmente miope. Un’ulteriore difficoltà si incontra quando Pragma, l’amore di convenienza, prende il sopravvento e ci spinge a matrimoni o relazioni di convenienza, altro evento purtroppo molto comune nelle nostre società.

Ma non è su queste tipologie di amore che Guerra si concentra, bensì su Agape, l’amore altruistico e disinteressato. Per scardinare l’impostazione neoliberista e capitalista delle nostre società, basate sullo sfruttamento delle persone e delle risorse e sul profitto, e dunque sull’individualismo sfrenato, Agape, l’amore collettivo per la comunità, sul quale si basava anche la visione di Martin Luther King, rompe gli schemi dell’amore individuale e privato, tipico delle società borghesi, e si fa comunità, annullando le dinamiche di prevaricazione su cui si fondano le società occidentali.

Agape è inoltre una forza rivoluzionaria anche in quanto forza femminile, da cui derivano la comprensione, la cura dell’altro, l’ascolto e l’aiuto reciproco. Ripensare le nostre società non più in chiave cisgender, maschile, eteronormata e bianca è la maniera principale per abbattere le disuguaglianze economiche, razziali, di genere e di orientamento sessuale. Agape diventa allora la base per costruire nuove e più eque fondamenta e Il capitale amoroso è una finestra verso questa rivoluzione.

Giorgia Damiani