La recensione dei racconti di Sergio Oricci, tra quotidianità ed ossessioni: Volevo essere Vincent Gallo

Continuano le uscite sorprendenti e fuori dal comune di Pidgin Editore. Con lungimiranza, l’editore porta al pubblico questa raccolta di sedici racconti, Volevo essere Vincent Gallo di Sergio Oricci, che attraversa il giorno comune aprendolo e scoprendo le nostre ossessioni.

L’autore, italiano trapiantato in Romania, e con già all’attivo romanzi e poesie, mette in scena un andirivieni tra Italia e Romania appunto, ma anche tra maschile e femminile, tra amicizia e amore, tra ciò che crediamo normale e ciò che pensiamo di vedere.

Nei racconti di Sergio Oricci troviamo infatti situazioni che ci sembrano al limite dell’assurdo – un ragazzo cane, dei mangiatori seriali di orsetti gommosi, drogati di svapo – ma che non fanno altro che mostrarci come, dentro ognuno di ogni albergano ossessioni e manie, paure e irrazionalità, che compaiono non solo in situazioni estreme ma proprio con chi ci è vicino ogni giorno.

Uno stile diretto, tra dialoghi a botta e risposta e divagazioni mentali, rende la serie di racconti ancora più fulminei, rendendoci incapaci di chiudere il libro ma invitandoci a continuare, a scoprire quale sarà la prossima fissazione, la prossima incomprensione. Consigliatissimo.

Stefania Grosso