La storia di Andrea in Noi due siamo uno, travolto dai suoi pensieri, dalla sua malattia e dalla noncuranza dello stato

Andrea può sembrare un uomo come tanti, e lo è stato, finché la malattia non l’ha preso del tutto. Forse li ricordate i titoli dei giornali quei giorni, da quel 5 agosto che ha cambiato la vita della famiglia Soldi.

Matteo Spicuglia raccoglie il testimone e racconta l’intera vicenda, compreso le testimonianze del padre e della sorella e del diario di Andrea, in questo libro pubblicato da Add. Delicato, rispettoso del dolore ma soprattutto rispettoso di una malattia che spesso spaventa, che non viene spiegata e compresa: la schizofrenia.

Qualcosa è andato storto quel 5 agosto. Un TSO sbagliato, un intervento con troppa forza, troppa noncuranza. Ed è così che Andrea arriva in ospedale, in sofferenza cardiaca e con più niente da fare. Si passerà poi al processo, ancora in appello, ma soprattutto si scava nell’anima di una persona ferita.

Spicuglia indaga nel cuore e nei pensieri di Andrea, un ragazzo semplice che cresce tra visioni e demoni e che cerca una via di fuga finché i suoi pensieri non diventano troppo ingombranti, troppo forti.

Non è una resa di Andrea alla malattia, ma è la resa di un sistema che non si prende cura dei più deboli e delle loro famiglie. Non è una critica fine a se stessa, ma è lo spunto perché non accada mai più. Perché le soluzioni, le proposte, la volontà di alcuni dottori c’è, mancano gli apparati statali e la forza di capire i disagi di chi ha una mente occupata da una malattia temibile.

Ed in queste pagine scorre via il ricordo, scorre via una vita delicata e scorrono le lacrime al pensiero di ciò che poteva essere e non è stato. In ricordo di Andrea, perché non succeda mai più.

Stefania Grosso