Cosa succede se il diavolo è solo un ragazzo? E se tutto ciò che crediamo si scioglie come ghiaccio al sole? Lo scopriamo con Tiffany McDaniel e il suo L’estate che sciolse ogni cosa

Niente è come sembra. Di certo è una frase fatta, ripetuta fin troppe volte, ma l’estate del giovane Fielding, e di tutta Breathed, si trasformerà davvero in qualcosa di mai visto, quando tornando a casa troverà un ragazzo che dice di essere il diavolo. Ed è da qui che prende vita il romanzo di Tiffany McDaniel, L’estate che sciolse ogni cosa.

Un titolo davvero azzeccato, non solo per l’atmosfera sempre più torrida, infernale, del libro, ma anche perché dentro il lettore si scioglieranno giudizi, lacrime ed emozioni, come se tutto ciò in cui crediamo sia solo ghiaccio al sole. Il libro infatti – pubblicato da Atlantide Edizioni – non lascia scampo. Ci avvolge, ci travolge nella sua disperazione, dentro il buio di ognuno di noi, di ogni personaggio.

Un romanzo che è un crescendo di paure e pregiudizi, e mentre guardiamo la storia prendere una brutta piega, riconosciamo gli sbagli, prevediamo i passi falsi, eppure niente può fermare la discesa.

Fielding racconta, piange, e nel suo futuro soffre e rimpiange ciò che non è stato detto, ciò che poteva andare diversamente. Anche il diavolo piange, è solo un bambino abbandonato, è semplicemente solo e con un cuore troppo grande. Purtroppo, come troppo ben sappiamo, essere diversi, essere soli, amare troppo (o amare chi si vuole) diventa un peccato in questa società. Ed è così che Fielding e Sam scopriranno – e si scontreranno – con il diventare adulti, con le decisioni che bruciano e che lasceranno il segno per gli anni a venire.

Tiffany McDaniel scrive magistralmente una storia di razzismo, di formazione e ci sbatte in faccia il dolore e i pregiudizi che aleggiano nelle nostre vite. Formidabile.

Stefania Grosso