Il saggio di Carolina Capria è un’analisi su come la società considera il corpo delle donne e lo fa diventare un campo di battaglia

Il saggio di Carolina Capria, Campo di battaglia. Le lotte dei corpi femminili, edito da Effequ, racconta come i corpi delle donne abbiano sempre dovuto lottare nel “corpo sociale” in cui sono inseriti. Ogni donna infatti, a causa del ciclo mestruale, delle cosce, del collo, del seno, delle ossa, dei capelli, delle rughe, si è imbattuta prima o poi nel giudizio, pregiudizio o ingiustizia perpetrati dalla società.

Le donne, sostiene Capria, sono solo ospiti all’interno del loro corpo, altrimenti sarebbero libere di farne quello che vogliono: potrebbero portarlo in giro in qualsiasi luogo del mondo, con qualsiasi mezzo e a qualsiasi ora del giorno e della notte. E invece no, siamo solamente “guardiane” del nostro corpo, “custodi”, “governanti”: dobbiamo quindi in poche parole prendercene cura.

Una cura demandata alle donne sia del corpo degli altri, ma soprattutto del proprio. E dobbiamo sempre stare sull’attenti, perché appaiono le rughe, il sangue mestruale ci rende impure, il nostro utero e la sua funzione generativa diventa facilmente oggetto di dibattito da parte di chiunque. Ma dobbiamo anche sempre essere piacevoli agli occhi di chi ci guarda, in particolare gli uomini, dobbiamo sorridere e curare l’aspetto.

Tutto questo porta a non avere mai un vero potere sul proprio corpo. La maggior parte delle decisioni che le donne prendono su di esso spesso sono inconsciamente eterodirette dalla società, non da quello che vogliono, da quello che desiderano, da quello che fa piacere a loro. Tutto questo è estenuante e a volte causa disturbi del comportamento – spesso alimentare -, frustrazione, depressione.

Capria ci accompagna quindi in un viaggio le cui tappe sono le battaglie che devono combattere i corpi femminili, ogni giorno, ad ogni età. Campo di battaglia si legge tutto d’un fiato, ci rapisce e ci fa uscire dall’altra parte più arrabbiate di prima, ma anche e soprattutto meno sole.

Carolina Capria gestisce anche un bellissimo profilo su Instagram che si chiama @lhascrittounafemmina. Qui ogni mattina legge una poesia o un brano scritto da una donna. A volte analizza il sessismo dentro le pubblicità. Costantemente propaga conoscenza e gentilezza. Seguitela e fatevi rapire da Campo di battaglia.

Giorgia Damiani