Un viaggio in treno, il racconto di una vita: Hamid Ismailov ci parla del suo paese e di tutta l’umanità in La fiaba nucleare dell’uomo bambino

Un treno attraversa la steppa kazaka. Un viaggiatore solitario incontra un venditore ambulante che di primo impatto sembra un bambino. La fiaba di Hamid Ismailov, pubblicata da Utopia Editore, inizia così, in un’atmosfera surreale e onirica, che sconfinerà nel tempo, per raccontarci la vita di quest’uomo-bambino.

Eržan è il suo nome, viene da un piccolo villaggio, nato da una violenza, prodigio della musica, e imbevuto di eroismo e leggende. Ma il bagno da ragazzo nel lago formatosi dalle scorie nucleari cambierà per sempre la sua vita.

Il viaggiatore – e così il lettore – ascolta, rapito dalla straordinarietà della vita di Eržan, della sua forza e intelligenza, della sua famiglia e delle conseguenze dei segreti e delle azioni degli uomini. In una zona del mondo dimenticata dagli Dei, Eržan cresce ma cresce anche la forza distruttiva e oscura che domina sul suo villaggio: l’energia nucleare.

Bene e male, melodia, sogno e violenza si fondono in questo romanzo che è una vera fiaba, un viaggio attraverso le sofferenze del popolo kazako e della sua terra, compreso le sue maledizioni e la sua voglia di riscatto. Una fiaba che si estende oltre i confini kazaki, come un sogno, raggiunge tutta l’umanità.

Hamid Ismailov sembra cantare il dolore per la sua terra, non solo quella d’origina, ma la Terra tutta, vessata dall’ingordigia e caparbietà umana. Tra modernità e antiche leggende, tra una dolce musica e il ritmo della tecnologia, ci lasciamo fluire dentro la straordinaria storia dell’uomo bambino, il sogno di tutti noi.

Stefania Grosso