Opera fondamentale e visionaria di Ursula K. Le Guin che rovescia i dualismi di genere e i pregiudizi sull’identità

Maestra indiscussa del genere fantastico e della fantascienza (e anche speculative fiction), Ursula K. Le Guin ha donato ai suoi lettori innumerevoli opere visionarie; tra queste forse l’opera più conosciuta è appunto La mano sinistra del buio (per molti anni tradotto con ‘delle tenebre’), romanzo ambientato sul pianeta Inverno, dove generi e divisioni di identità sessuale non esistono.

Il romanzo fa parte del Ciclo dell’Ecumene, ed infatti troviamo su Inverno, l’inviato Genly Ai in missione per convincere gli abitanti del pianeta (divisi in due stati maggiori e alcuni stati satellite) ad unirsi alla grande unione interplanetaria. La peculiarità degli abitanti di questo pianeta è il fatto di non avere un genere sessuale definito ma di sviluppare i tratti di uno o dell’altra solo nel periodo del Kemmer (e troviamo così un re che può rimanere incinta). L’inviato dunque non dovrà solo superare le differenze culturali ma anche biologiche e psicologiche durante la sua permanenza sul pianeta.

Scritto nel 1969, questo romanzo rimane innovativo e fondamentale anche ai giorni nostri (nonostante la maggior libertà di discutere temi legati al genere) perché mostra con lucidità e perizia quasi clinica i pregiudizi e i preconcetti a cui siamo abituati. Inoltre, Ursula K. Le Guin dirige magistralmente gli intrighi politici delle due nazioni, mostrando al lettore la vanità e le illusioni che circondano la sete di potere e il patriottismo.

Tralasciando le polemiche sul cambio tra tenebre/buio, Chiara Reali in questa nuova traduzione restituisce al lettore un testo vivo, forte, con uno stile fluido, che cambia dalla pura descrizione idilliaca dei paesaggi alla profondità della caratterizzazione psicologica dei personaggi.

Nonostante siano trascorsi decenni dalla prima edizione, La mano sinistra del buio di Ursula K. Le Guin rimane uno dei testi più forti ed essenziali non solo della fantascienza ma della letteratura in generale.

Stefania Grosso