Giuseppe Grattacaso si muove tra mappe poetiche per riempire gli spazzi bianchi del proprio pensare

La poesia di Giuseppe Grattacaso sembra vivere nella trasparenza tra un verso e l’altro. The Will-be World si legge in sospensione, come in attesa di qualcosa che lega al passato e ad un principio sconosciuto: Il mondo che farà.

Ho letto con piacere queste poesie, ultimamente proposte dalle edizioni Gradiva Publications. Si possono leggere anche nella ottima traduzione di Simone Turco in lingua inglese.
Del resto la stessa rivista internazionale di poesia italiana Gradiva, è una finestra conoscitiva nel mondo anglosassone.

Colpiscono le belle parole in introduzione di Alessandro Fo che cita la poesia di apertura di questa pubblicazione:

un certo giorno uno camminando/per una strada che non riconosce…/gli altri vanno dritti/ e lui scantona ed abbandona il gruppo/lui aspetta/che il mondo che farà venga a soccorso

​Grattacaso è alla ricerca di un luogo per dare risposte alle domande, perché come dice, sembra che nessun discorso si concluda veramente. Ed egli sembra muoversi tra mappe poetiche per riempire gli spazzi bianchi del proprio pensare.

La vita certe volte sfila accanto, /per proprio conto prende strade incerte, /spesso in salita […] /mentre io arranco lei viaggia spedita / ed incosciente, io non me la sento / di starle dietro.

Ha differenti riflessioni poetiche nell’osservare gli spazzi, uno rappresenta l’attesa. Senza attesa è difficile vivere e il poeta è attratto proprio dal momento difficile legato alla sensazione di sospensione. Questo concetto è spiegato bene leggendo l’ultima poesia del libro a pagina 72:

L’incertezza che appartiene al nostro quotidiano, le folgoranti riflessioni esistenziali, il disagio contemporaneo che ci tiene sospesi.

Paolo Carnevali, nato a Bibbiena (Arezzo) nel 1957. Traduttore e poeta. “I dialoghi di Ebe e Liò” e. Lalli (1984)dal cui testo è stata tratta una pièce teatrale. Nello stesso anno redige “Poetica Città” poetry-zine underground distribuito nelle serate di lettura. “Trasparenze” ed. Tracce (1987) plaquette poetica, recensita sul Manifesto (1988) e sul Corriere Adriatico (1990). Presente in riviste e blog letterari. Collabora con la rivista Pioggia Obliqua Scritture d’Arte di Firenze come corrispondente da Londra U.K.
Alcune sue short stories e poesie qui.