Tra merce in offerta, casse automatiche e carrelli difettosi, Annie Ernaux ci accompagna in un viaggio letterario insolito, quello al supermercato

Usare la propria esperienza per ragionare su quella collettiva è il tratto distintivo della scrittura di Annie Ernaux, autrice francese ormai famosissima e apprezzata in Italia grazie alla casa editrice, L’Orma, che ne sta traducendo e pubblicando l’intera opera. Anche in Guarda le luci, amore mio, Ernaux prende il magma della propria storia personale, lo sistematizza, ci riflette e infine ci regala una riflessione sul rapporto che come società abbiamo sviluppato con la grande distribuzione.

Ed è proprio all’ipermercato Auchan di Cergy, un supermercato a due piani incastonato nel centro commerciale Trois-Fontaines, che Annie Ernaux si muove, osserva, ragiona. Come ci spiega nelle prime pagine di Guarda le luci, amore mio, dal novembre 2012 all’ottobre 2013, Ernaux tenne un diario di bordo delle sue visite in questo supermercato, per poter “<<raccontare la vita>>, la nostra, oggi […]”.

Ed è proprio qui, in questi luoghi spesso affollati, altre volte deserti, che Ernaux prende spunto per raccontarci, attraverso quella sua forma prediletta che è la riflessione narrativa, la grande distribuzione da una nuova angolazione. Da questo punto di vista privilegiato, scopriamo insieme all’autrice la ritualità con cui collettivamente ci muoviamo all’interno dei grandi supermercati. La fila alla cassa, una libreria-edicola posticcia in cui alcuni trovano rifugio per sfogliare i giornali e i libri senza pagarli, il divieto di scattare foto all’interno del supermercato, la carta fedeltà, le bilance automatiche. Ma anche le tragedie dei laboratori in Bangladesh in cui morirono migliaia di persone per produrre le merci vendute da Auchan. Il modo in cui si muovono i cittadini più fragili e deboli, come si comportano quelli più benestanti.

Come sempre attraverso i propri libri, Ernaux “Fa politica, perché di nuovo usa sé stessa, la sua dimensione personale – signora anziana che va a fare la spesa – per mostrare la gente, per illuminarci su come viviamo, su come ci siamo arrivati.”, come ha scritto Gianni Montieri sul blog “minima et moralia”. Ancora una volta, e in modo mai banale, Ernaux ci consegna un pezzo di storia collettiva e personale, invitandoci indirettamente, come sempre, a tenere le antenne dritte, gli occhi e le orecchie aperte, sulla società che ci circonda, perché con un po’ di attenzione, è possibile scorgerla ovunque, anche all’Auchan.

Giorgia Damiani