Il primo romanzo della filosofa esistenzialista racconta i dolori della giovane Françoise

Quest’anno Mondadori ha deciso di ripubblicare il primo romanzo di Simone de Beauvoir, filosofa, autrice e attivista femminista francese. L’invitata uscì infatti per la prima volta il Francia nel 1943 per Gallimard, ma arrivò in Italia solo nel 1962.

Questo romanzo ha al centro le gioie e i dolori di Françoise, autrice per il teatro che sta scrivendo il suo primo romanzo. I dolori, più che le gioie, di Françoise sono causati dal suo rapporto d’amore con Xavière, una ragazza originaria di Rouen che, convinta da Françoise e dal suo compagno, l’attore e drammaturgo Pierre, si trasferisce a Parigi per mettere in piedi un terzetto amoroso insieme a loro.

Peccato che una volta installata a Parigi insieme ai due intellettuali, Xavière porti solo scompiglio e rompa l’equilibrio che negli anni Françoise era riuscita a costruire insieme a Pierre. Chiusa ad ogni possibilità di considerare il futuro come dimensione in cui costruire la propria vita, Xavière vive solo nell’attimo presente: capricciosa, tragica, dispotica, adorabile e irresistibile, questa ragazza dalle espressioni incredibilmente mobili finisce per tenere in pugno i due intellettuali parigini.

La storia del ménage à trois de L’invitata permette a de Beauvoir di riflettere sulla libertà, su cosa significhi amare e su come questi concetti prendano di volta in volta un significato nuovo, che prima era nascosto. I significati di amore e libertà per Françoise, Pierre e Xavière infatti non combaciano tra loro e per questo creano di volta in volta situazioni nuove, dolorose, gioiose, ma mai banali.

Purtroppo la riflessione di Françoise, dal cui punto di vista è narrata la storia in terza persona, non è resa al meglio nella traduzione. Mondadori ha infatti scelto di pubblicare la nuova edizione de L’invitata con la traduzione del 1962 di Federico Federici, che risulta essere spesso pesante e poco attuale anche a causa delle continue inversioni con cui il traduttore costruisce la frase in italiano.

Traduzione a parte, L’invitata è una piccola gemma perché racconta una storia semplice ma allo stesso tempo di una ricchezza strabiliante, nella quale si intravede facilmente il germe di tutta la produzione letteraria di de Beauvoir: la limpidezza e la semplicità della sua scrittura, utilizzate per raccontare la complessità storica e filosofica del suo tempo.

Giorgia Damiani