Chi Ta-wei – Membrana

Recensione Membrana di Chi Ta-wei Add editore

In un mondo che si ormai rifugiato sott’acqua, riuscirà Momo a scoprire la verità sulla membrana che l’avvolge?

Chi Ta-wei, autore taiwanese portato in Italia da Add, ha scritto questo libro nel 1995, ma potrebbe benissimo essere stato concepito quest’anno. La fine del mondo come lo conosciamo, la tecnologia, l’essere in costante bilico tra le proprie identità: Chi Ta-wei riflette su tutto ciò attraverso la protagonista di Membrana, Momo.

E lo fa descrivendo minuziosamente al lettore il mondo in cui vive Momo, sott’acqua, la sua città, la sua attività, la sua solitudine; ma anche le guerre e i disastri in superficie. E dunque seguiamo questa ragazza, che si sente costantemente costretta in una membrana, mentre cerca di recuperare un rapporto con la madre in carriera e soprattutto mentre cerca di capire la sua identità e il suo ruolo nel mondo.

Ben presto intuiamo che ci sono più traumi di quelli che possiamo immaginare e che la vita di Momo non è come ci appare. In questo arco narrativo, Chi Ta-wei riflette inoltre sul ruolo della tecnologia, sui dilemmi morali che essa ci impone e sul grado di distruzione che l’umanità riesce a raggiungere. Sotto quest’aspetto, Membrana è un libro di speculative fiction, ma diventa anche un’indagine sull’identità queer e di come nella città di T in fondo sia ben accettata.

Nel panorama fantascientifico sinofono, Membrana è un libro di culto, e sorprende come abbiamo dovuto aspettare 27 anni per leggere un capolavoro non solo di fantascienza – o speculative fiction – ma anche di profonda riflessione sulla modernizzazione e sull’ecologismo, sulle tematiche queer e su ciò che è il nostro rapporto con il corpo. Perché dentro Momo troviamo anche una metamorfosi, una mutazione, non solo dei suoi ricordi e traumi, ma proprio del suo corpo. E dovremo scalfire un ricordo dopo l’altro, una verità dopo l’altra, per giungere al cuore della narrazione.

Qualunque punto di vista si voglia adottare, leggere Membrana è un esperienza stupefacente, un calarsi in un nuovo modo di concepire il futuro, fatto di strati e membrane, come i corpi, come le nostre menti. Un romanzo davvero strabiliante e consigliatissimo.

Stefania Grosso