Either/Or è un romanzo filosofico che si interroga su come e che cosa significhi diventare adulti

Elif Batuman è tornata nelle librerie – per ora non in quelle italiane, ma speriamo ci arrivi presto, – per proseguire il viaggio di Selin, iniziato con L’idiota, pubblicato in Italia da Einaudi. Con Either/Or infatti Batuman continua la storia della sua protagonista da dove l’aveva lasciata, alla fine del suo primo anno all’università di Harvard, alle prese con patemi d’amore e viaggi in Europa.

Ritorna l’autunno, tempo di rientri, e Selin ritorna ad Harvard dopo aver passato parte dell’estate a Budapest, dove aveva seguito Ivan, il ragazzo conosciuto ne L’idiota al corso di lingua russa di cui si era fortemente invaghita, tanto appunto di seguirlo a Budapest. Either/Or si apre con Selin di nuovo nel campus di Harvard, pronta ad iniziare un nuovo anno accademico.

Come L’idiota, anche Either/Or è un campus novel, il campus infatti delimita i confini della maggior parte della vita di Selin e dei suoi amici e delle sue amiche per buona parte dell’anno, ma è anche il luogo privilegiato in cui Selin va alla ricerca delle risposte alle mille e una domande si pone sulla vita e che compongono l’ultimo romanzo di Batuman.

Either/Or è infatti un libro di domande, un libro filosofico che attraverso i dubbi della sua protagonista, ci illumina su quanto sia difficile crescere e diventare adulti e su quanto grigia sia quella zona che va dall’infanzia al mondo del lavoro, che nelle nostre società decreta spesso il passaggio sociale all’età adulta. Selin cerca di costruire la propria bussola personale, interrogando sé stessa e cercando spesso le risposte nei libri.

Rivede sé stessa, i propri dubbi e le proprie angosce nei personaggi dei romanzi e nelle tesi dei saggi – tra tutti Aut-Aut di Søren Kierkegaard che ha ispirato il titolo del romanzo di Batuman, ma anche nelle opere di Breton, Huysmans e molti altri, – senza tralasciare la musica di Fiona Apple e dei Fugees. Incapsulati nel campus di Harvard, insieme a Selin facciamo quindi un viaggio alla scoperta della vita.

Finché non arriva l’estate, e Selin, come nel romanzo precedente, esce nel mondo, torna in Turchia e va alla scoperta. E finalmente qui capirà qual è il modo giusto per lei di guardare a sé stessa, al mondo e al futuro, realizzando che la tesi di Kierkegaard, secondo la quale si può vivere moralmente oppure in modo estetico, non funziona per lei, che sceglierà una terza via, personale e intima, per diventare la persona che vuole essere.

Giorgia Damiani