Memoria e violenza si mescolano nel romanzo di Vanessa Londoño, Assedio Animale, dove niente lava via i traumi, nemmeno la pioggia incessante

In questo romanzo, Assedio Animale, Vanessa Londoño, giovanissima autrice colombiana, ci parla delle memorie recondite degli uomini, del territorio e della violenza di cui si siamo capaci. Pioggia, soprusi e orrori si mescolano e si intrecciano senza dare una via di fuga.

Pubblicato da Alessandro Polidoro Editore, Assedio Animale è un breve romanzo ferocissimo, in cui i personaggi, sospesi in un limbo temporale, nel territorio immaginario di Hukuméiji, si scontrano e affrontano con le loro mutilazioni, corporali e dell’anima.

Ma è anche un romanzo che affronta i danni del capitalismo, del colonialismo e della deforestazione. Un romanzo che indaga nel cuore degli sfruttamenti degli esseri umani. Non è un libro semplice da affrontare, non solo per il tema e la violenza insite dentro queste pagine, ma anche per lo stile onirico di Vanessa Londoño, che con la sua lirica fa da contrappeso alle mutilazioni e agli orrori che devono subire i suoi personaggi.

Quattro personaggi, quattro storie di sangue, vendetta e desideri non avverati. E i soprusi continuano, nel villaggio, mentre nemmeno la pioggia può lavare via questi giochi di potere. Sebbene il luogo e i racconti siano inventati e quasi surreali, la violenza e il potere descritto da Vanessa Londoño in Assedio Animale sono ben noti e radicati in Sud America, ed in queste pagine si intravede anche una profonda analisi e sofferenza per il proprio paese.

Stefania Grosso