Jessica Anthony – Arriva l’oritteropo

Jessica Anthony arriva l'oritteropo recensione

Jessica Anthony unisce satira, passato e presente per consegnarci una storia divertente e misteriosa

Difficile davvero classificare questo romanzo uscito per Sur lo scorso ottobre. Può sembrare una satira, un semplice racconto divertente, persino una ghost story. E forse lo è, ma è anche molto di più: una profonda riflessione sull’amore e il potere.

La storia inizia quando Alex Wilson riceve uno strano pacco a casa, un oritteropo impagliato. Ora, l’oritteropo, animale sconosciuto ai più, è un mammifero molto bizzarro che vive in Africa. Come è arrivato a Washington? Lo scopriamo nel corso del romanzo in cui veniamo sbalzati avanti e indietro nel tempo, tra gli Stati Uniti d’oggi e la Londra vittoriana ma anche in altri luoghi, come appunto l’Africa, alla ricerca della verità sul popolo Herero.

Ma cerchiamo anche la verità per scoprire chi vuole incastrare Alex, e quanti altri segreti nasconde, e quanti ne nascondevano Titus Downing e il suo amante? Ed in fondo la storia non è forse destinata a ripetersi, e ripetersi, attraverso i secoli, senza che nulla cambi? Jessica Anthony incalza costantemente il lettore ma anche i suoi stessi personaggi, intrappolati nelle loro identità e credenze che non riescono a mettere in discussione.

E nonostante la pesante critica al sistema politico e alla società, nonostante la tragedia che si abbatterà sia su Alex sia su Titus, Arriva l’oritteropo non smette di far sorridere. Un romanzo dalle mille sfaccettature, bizzarro quanto l’animale del titolo, ma che colpisce nel segno e lascia una patina di tristezza (e riflessione) quando l’ultima pagina viene chiusa.

Stefania Grosso