Un’avventura spaziale scritta in versi: benvenuti nella deep wheel di Harry Josephine Giles

Vincitore dell’ultimo Arthur C. Clarke award, questo libro è un’opera ibrida: un’avventura fantascientifica, un romance e un’opera in versi (in dialetto delle isole Orcadi, una variante del gaelico). A comporre Deep Wheel Orcadia è Harry Josephine Giles, autor* proveniente proprio da quelle isole.

L’avventura non è solo quella raccontata nel libro, dei protagonisti che sopravvivono su una stazione spaziale orbitante e di Astrid e Darling, le due voci narranti; ma l’avventura è anche del lettore, che oltre a doversi confrontare con una lingua nuova, si confronta anche con un uso dell’inglese innovativo, in cui le parole vengono unite a creare nuovi significati e nuovi modi di concepire il mondo che ci circonda.

Un romanzo in versi che diventa fluido, nella lingua, nel genere, nella vita degli abitanti che si scontrano con flash del passato che appaiano all’improvviso, minacciando la stabilità costruita a fatica.

Metafora forse del luogo che Deep Wheel Orcadia rappresenta nel mondo reale, le isole Orcadi appunto. Luogo antico, fatto di tradizioni, che fatica a mantenere il passo con il mondo moderno, ed in cui la comunità rischia di cedere sotto le pressioni. La stessa pressione che sentono Astrid e Darling e i numerosi personaggi che compongono la società immaginaria di Harry Josephine Giles. Pubblicato da Picador, questo non è sicuramente un libro facile, ma una volta superato lo scoglio iniziale e una volta che l’immaginazione e l’uso della lingua di Giles vi avvolgeranno, difficilmente vi lascerete sfuggire questa chicca.

Stefania Grosso