Nelle profondità dei mari, l’umanità lotta per un ultimo brandello di vita: Oceano Rosso di Han Song

Siamo lontani nel futuro, o forse siamo in un brodo primordiale, dove l’umanità deve ancora formarsi. Oppure siamo dentro un ciclo infinito di vita, morte e rinascita. In fondo, nell’oceano il tempo è sospeso. E sospesa mi sento anche io mentre leggo Oceano Rosso di Han Song, portato in Italia da add in una superba traduzione di Chiara Cigarini e Martina Renata Prosperi.

Dunque immergiamoci, lasciamoci andare verso le profondità del mare, dove l’umanità ormai si è ritirata da secoli. Qui nasce Stellamarina, protagonista della prima parte di questo romanzo. Prima parte che ci mostra come le tribù umane lottino non solo tra loro ma anche contro l’ambiente stesso, contro le radiazioni e una carestia che sembra non lasciare scampo. Come in un romanzo d’avventura, Stellamarina partirà alla ricerca di un posto migliore. Solo che questa non è una semplice avventura, ma diventa ben presto una distopia dove gli uomini non si aiutano ma si sbranano – letteralmente – tra loro e dove nessuno vede un futuro e nemmeno ricorda il passato.

Stellamarina sarà anche destinato a diventare re dell’Oceano ma è il destino dell’umanità a continuare a essere in bilico perenne. E forse lo è sempre stato, come scopriamo nella seconda parte del romanzo di Han Song, dove un caleidoscopio di personaggi danno vita a brevi ma folgoranti avventure e retroscena della vita acquatica.

Terra o mare, passato o futuro, forse non fa alcuna differenza. Lottiamo dal giorno in cui veniamo al mondo, ci rabbuiamo per una briciola di potere e non sembriamo essere in grado di prenderci cura di noi e del prossimo. Quant’è vero anche nella nostra vita moderna. Ed è forse questo il monito di Han Song, attraverso la sua distopia, metterci in guardia, per cercare di liberarci dalla ciclicità della distruzione a cui andiamo incontro.

Un romanzo che non sembra lasciare scampo, in cui la salvezza, la “Città Sottomarina” della pace e della prosperità, è sempre un passo più avanti. Un grande esempio di narrativa distopica-fantascientifica che mette sotto la lenta mito della nascita, tradizioni, civiltà e fine del mondo. Da non perdere!

Stefania Grosso