Una vita in sospeso, una che rinasce: tra tarocchi e amore, ritorna Gaia Giovagnoli con il suo secondo romanzo

Cos’hai nel sangue, il primo romanzo di Gaia Giovagnoli, si addentrava già nell’occulto e nei misteri che si celano dietro e dentro i cuori delle persone. Con questo secondo libro, Chiedi se vive o se muore, sempre per nottetempo, l’autrice torna a mescolare questi elementi, spingendosi ancora più a fondo in una relazione tossica.

Tossica per entrambi i protagonisti di questo libro: per India, la cui vita sembra andare avanti, sembra aver trovato una nuova spinta, e per Leo, che invece rimane sospeso, in ospedale tra vita e morta dopo una caduta, forse accidentale, forse no.

A far da cornice e a scandire il libro sono i tarocchi. Che India possiede, legge, domina, scruta. Tarocchi che salvano e che aprono percezioni su di noi e il mondo. India che fugge attraverso i tarocchi, per salvarsi dall’amore di Leo, che in fondo amore non è ma solo paura e traumi.

Difficile giungere alla verità, tra i ricordi confusi ed esasperati di India, ma deve andare avanti al nostra protagonista, per essere libera, per ottenere finalmente quell’equilibrio che cerca fin da quando era una bambina.

Gaia Giovagnoli riprende i fili mistici che univano il primo romanzo e li riporta qui, scava più a fondo, senza giudicare, lascia spazio di manovra ai suoi personaggi pur lasciando che si facciano male, che si annientino, che cerchino salvezza, attraverso i loro corpi, con i loro gesti.

E così l’autrice ci regala un ottimo secondo romanzo, che spalanca i nostri occhi sull’intreccio di una storia delicata e sofferta.

Stefania Grosso