Torna Guadalupe Nettel per mettere a nudo famiglie, relazioni e il senso di appartenere

Come suggerisce il titolo di questa nuova raccolta di Guadalupe Nettel, i protagonisti dei racconti de La vita altrove, si ritrovano persi nel mondo, lontano o esclusi da ciò che era la normalità, quotidianità. Vivono dunque, ma altrove.

Troviamo uomini e donne, adolescenti, malati, emigranti, attori e famiglie, mondi all’orlo del collasso. Tutti vivono una realtà spezzata, un dolore, un disincanto. E tutti cercano una soluzione alle proprie ossessioni, al proprio dolore.

Come nei precedenti libri, sempre editi da La nuova frontiera, Guadalupe Nettel è magistrale nel sezionare sentimenti e relazioni con una precisione chirurgica, mostrando al lettore ombre e luci dentro ognuno dei personaggi, dentro ognuno di noi.

E non può mancare ovviamente un’incursione nell’irreale, che sia essa una distopia di un mondo post-pandemico, o una piccola caramella che modifica tempo e vita di chi la ingerisce. Mischiando fantastico e comune, realtà e possibilità immaginarie, l’autrice messicana crea un universo di storie mettendo a nudo la nostra storia e le nostre realtà.

Il potere sovversivo di Guadalupe Nettel sta proprio nella semplicità e nello stile schietto e asciutto della sua scrittura, capace però di colpire al cuore di ogni lettore. La vita altrove è l’ennesima prova che Nettel è una delle grandi scrittrici contemporanee.

Stefania Grosso