Karen Russell – I donatori di sonno

Karen Russell I donatori di sonno Sur recensioni

In un mondo alle prese con l’insonnia, Karen Russell affronta con coraggio traumi e ipocrisie della nostra realtà

In copertina la frase di Stephen King, che ammette di aver avuto gli incubi leggendo il romanzo di Karen Russell, pubblicato in Italia per Sur. In realtà, ne I donatori di sonno, gli incubi sono ben presenti, ma lo sono anche le ipocrisie che ci circondano, e sono proprio queste a far scatenare nel lettore paure e domande insolite.

Il romanzo si apre su un mondo che potrebbe essere benissimo il nostro, l’unica differenza è l‘epidemia di insonnia che colpisce prima gli Stati Uniti e poi altri paesi. Naturalmente si arriva a trovare una cura di emergenza, delle trasfusioni di sonno. Ed è in questa attività che troviamo Trish, la protagonista. Sorella di una delle prime vittime dell’epidemia, traumatizzata da questo evento eppure capace di utilizzare la sua storia personale per trovare nuovi donatori, sempre più spaventati da ciò che succede attorno a loro, incalzata dai suoi datori di lavoro.

Trish si lega in modo particolare alla piccola A, una sorta di donatrice di sonno universale, e ai suoi genitori. In cerca forse di redenzione o di pace, la ragazza si addentra sempre più nella vita di A e i contorni del racconto si fanno allo stesso tempo più sfuocati. Ci stiamo addentrando in un sogno anche noi? Tutto precipita quando dalle trasfusioni di sonno scaturisce anche un’epidemia di incubi. Evento che porterà la protagonista ad affrontare la decisione più difficile di tutte.

Ed è proprio qui che Karen Russell fa sfoggio di tutta la sua abilità nel tessere trame. Il racconto viene apparentemente sospeso nel tempo, lucidità e incubi si mescolano in una sola notte. Dilemmi e traumi vengono a galla, lasciando Trish in preda a dubbi amletici. Come affrontare le conseguenze di un’unica decisione, e poi, quali sono le vere conseguenze che ci aspettano. Carica di stanchezza, più psicologica che fisica, finalmente la ragazza verrà a capo delle sue perplessità e paure. Lasciando il lettore con una domanda di fondo, se succedesse a te, cosa faresti, da che parte ti schieri?

Stefania Grosso