Alessandro Franci – Debutto nell’Oblio

Alessandro Franci debutto nell'oblio recensione poesie

Implicazioni, contaminazioni e condanne: le poesie di Alessandro Franci

Con questa bella raccolta di poesie dal titolo Debutto nell’Oblio, edita da Interno Libri, Alessandro Franci compie rivisitazioni di un passato: implicazioni, contaminazioni e condanne. Periferie fisiche e metaforiche, persone e cose consegnate alla memoria. Se c’è una cosa che il poeta teme è l’oblio, qualunque tentativo di lasciare una impronta, un segno è evocata dalla dimenticanza.

L’emarginazione, il mettere da parte, rappresentano le quotidiane esperienze accantonate, dimenticate che ci hanno coinvolto e ci coinvolgono.

I vascelli degli ulivi comparsi da lontano

   nella nebbia agli angoli dei gradini,

  i saluti sussurrati piano al capolinea;

  le gambe bianche come il sale

  sotto la gonna a fiori rossi e gli stivali,

  tremando con le voci e con i polsi

  negli autunni fatti a brani

Trovo significativa anche la copertina del libro: lo sguardo verso un orizzonte fantasma, parzialmente protetto da tende azzurre, pronte a chiudersi come quelle di un teatro al termine dello spettacolo. L’immagine del poeta è una sorta di debutto nell’oblio, come si legge nell’ultima pagina (94) di questa pubblicazione:

È la difesa degli oblii che preserva dai naufragi

   s’incarna in un destino e lo scompiglia

   di sera, già gremita di rapaci, con placido sonno

   cullato nel vortice d’ellisse

  con centro di rotazione nel suo vuoto attraente

Dunque difendere le nostre “cose” che sinceramente altri con il tempo accantoneranno, ma con le quali ci sforziamo ostinatamente di esistere. Il nostro è un Paese dove quasi tutti scrivono (i più poesia), forse con la speranza di farsi conoscere da un grande pubblico. Ma a cosa serve poi tutto questo? perché pubblicare per pochi intimi e amici? In tutti esiste il bisogno autoreferenziale di soddisfare il proprio ego, di gridare al mondo: “Esisto!”. Il condividere i propri momenti di emozione, a volte in un libro, altre in letture ecc. Il bisogno di rendere visibile la parte segreta che spesso nei poeti si trasforma in narcisismo. Alessandro Franci esce sicuramente da questo schema perché stupisce, emoziona, trasmettendo l’intimità dei suoi sentimenti con arte e delicatezza. Il disagio e anche un certo dolore che si legge nelle sue poesie nasce dalla propria interiorità, dalla ricerca di episodi che lo hanno condizionato nel passato e nel presente. Le sue, sono osservazioni attente. La lettura delle sue poesie suscita e trascina in profonde immagini di riflessione e non importa se spesso il destino di alcuni poeti è il silenzio, oppure l’oblio, perché hanno trasmesso empatia.

Paolo Carnevali, nato a Bibbiena (Arezzo) nel 1957. Traduttore e poeta. “I dialoghi di Ebe e Liò” e. Lalli (1984)dal cui testo è stata tratta una pièce teatrale. Nello stesso anno redige “Poetica Città” poetry-zine underground distribuito nelle serate di lettura. “Trasparenze” ed. Tracce (1987) plaquette poetica, recensita sul Manifesto (1988) e sul Corriere Adriatico (1990). Presente in riviste e blog letterari. Collabora con la rivista Pioggia Obliqua Scritture d’Arte di Firenze come corrispondente da Londra U.K.