In un memoir composto da frammenti Sylvia Aguilar Zéleny ripercorre il dolore della sua famiglia
Ne Il libro di Aisha, pubblicato da Ventanas Edizioni, Sylvia Aguilar Zéleny unisce la forma romanzo al memoir, in brevi capitoli composti da dialoghi, frammenti di vita e ricordi di familiari e amici, alla ricerca dell’identità di Patricia, la sorella della voce narrante, l’autrice stessa.
Patricia se ne va di casa per studiare, quando Sylvia è ancora bambina. Da quel viaggio studio però la ragazza energica e ribelle non tornerà più. Patricia tornerà come Aisha, legata a un uomo convinto fondamentalista religioso. Sarà uno shock per tutta la famiglia della ragazza, e lo scontro culturale sarà inevitabile. Sylvia così cresce con la mancanza, con quel vuoto lasciato dalla sorella nella vita della famiglia.
Sylvia inizierà a chiedersi chi era sua sorella, perché ha fatto quella scelta, come è potuto accadere. Per fare chiarezza su questa assenza, Sylvia si imbarcherà in un viaggio dove rischierà anche di perdere se stessa, rischiando di perdere i suoi affetti. Difficile, doloroso, intenso: è questo il viaggio dell’autrice nella vita di Patricia/Aisha. Verranno a galla fragilità, ricordi distorti, punti di vista e poi tanto tanto dolore. Sylvia cercherà ogni piccolo dettaglio per far luce sulla decisione della sorella, affronterà le sue paure per ritrovare la sua identità fuori da quest’ombra ingombrante.
Con le sue frasi asciutte, ma dense di significato, con questi capitoli brevi che sembrano quasi cartoline dal passato, Il libro di Aisha di Sylvia Aguilar Zéleny è un piccolo gioiello da leggere tutto d’un fiato.
Stefania Grosso
