Un romanzo di formazione delicato e frammentato, come il suo protagonista
Nel romanzo di Pierangelo Consoli, edito da Nuova Editrice Berti, incontriamo Arturo, da poco orfano di madre, che tra dolore e confusione cerca di trovare il proprio posto nel mondo e in qualche modo “salvarsi la vita”.
Da un anno Arturo è solo con il padre, mentre la madre si è tolta la vita, lasciandoli in balia del proprio dolore e dell’impossibilità di comunicare uno con l’altro. Se il padre si allontana, sia metaforicamente sia fisicamente, Arturo invece si sente sulla soglia di una nuova vita, di nuove possibilità. Ed è così che incontra Renato, musicista e scapestrato, e Manuela, figlia di un padre solo e piena di vita e di possibilità.
Attraverso entrambi Arturo conosce l’amore, la passione, nuovi aspetti della vita e di se stesso che credeva non potessero arrivare mai. Attraverso quest’amicizia fatta di impulsi, farà anche i conti con il proprio passato e ricordi della madre, fino a trovare la propria via di fuga.
Salvarsi la vita non è un romanzo di formazione classico, in quanto si dipana in pochi mesi ed è composto principalmente da frammenti della vita presente e passata del suo protagonista. Ma è comunque un delicato resoconto del periodo di vita più intenso, quello della soglia sulla vita adulta, pieno di sogni e sofferenza, scoperte e accettazioni. Pierangelo Consoli con Salvarsi la vita regala al lettore un romanzo tardo-adolescenziale lirico e straripante di vita, anche nella morte.
Stefania Grosso
