Kiernan in La ragazza che annega trascina la protagonista e il lettore sempre più giù in una spirale di follia e sogni
In questo romanzo di Caitlín R. Kiernan niente è come sembra. Siamo subito messi al corrente della malattia mentale di India Morgan, la protagonista, eppure ci lasciamo intrappolare dalle sue parole, da questa voce narrante inaffidabile.
Uscito per Mercurio, La ragazza che annega di Caitlín R. Kiernan è un romanzo che unisce vari livelli e interpretazioni. C’è la storia di India e la sua famiglia, con madre e nonna, che avevano sofferto dello stesso richiamo alla follia. C’è la sua arte, c’è la sua relazione con Abalyn a rischio. C’è una storia di fantasmi. Ci sono storie dentro storie, racconti che si innestano come incubi o preveggenze, dentro il racconto principale.
India o Imp, come si fa chiamare, sanno che devono raggiungere alla verità. Al cuore di quell’incontro, vero o immaginato, con Eva Canning, la donna-fantasma, sirena e lupo, che ha sconvolto l’equilibrio della protagonista.
Difficile descrivere la trama di questo libro, difficile dire di più, quando il racconto è sfasato nel tempo, alla testimonianza di India si aggiungono i suoi ricordi e la voce di Imp, frammentata da cenni storico-biografici di pittori e scrittori che in qualche modo si legano alla storia della ragazza che annega. Ma chi è poi la ragazza che annega? Sarà India, sarà Eva, saranno le donne di una setta…
Per scoprirlo non vi resta che addentrarvi nel racconto e aprire la mente e il cuore sulla schizofrenica della protagonista, lasciandovi andare a questo romanzo weird. India si lascia andare, lascia che la malattia prenda il sopravvento, perché sa che è la strada per la rinascita, per ritrovare la luce nell’oscurità di Eva e nell’assenza di Abalyn. Il lettore dovrà fare altrettanto, dovrà abbracciare la follia, per risalire in superficie e scoprire ciò che davvero è successo.
Stefania Grosso
