La memoria di una furia: è La raggia di Mattia Grigolo
C’è un momento in cui tutte le luci nel cervello si spengono e si accende la raggia. In napoletano, la raggia è la rabbia. Ma non è la rabbia normale, è la furia esplosiva, il momento esatto in cui l’unica soluzione ammissibile è distruggere tutto. Ecco, La raggia di Mattia Grigolo ci racconta proprio di questo.
La raggia, primo libro di Mattia Grigolo, pubblicato da Pidgin Edizioni, è un chiaro esempio di letteratura sperimentale. Conosciamo il protagonista entrando direttamente nella sua mente caotica, e ci lasciamo trasportare indietro nel tempo, poi avanti, e in qualche tempo sparso qua e là.
Il protagonista del romanzo vive in una baracca vicino a un bosco, insieme a un padre violento da cui cerca di discostarsi ma con cui è troppo vicino, e cerca un modo per esprimere quello che sente con le poche parole che ha a disposizione. Lui compra dei quaderni e scrive come può ciò che gli accade fuori e nella testa. Ogni tanto vede una volpe nel bosco, e quando succede la sua mente attraversa il dolore del suo passato e lui avverte il bisogno impellente di buttare giù tutto sulle pagine di quei quaderni che continua a nascondere nel terreno, perché sarebbe un guaio se finissero nelle mani di suo padre o degli amici, per non parlare dei poliziotti che sospettano lui abbia ucciso Nina, che era la sua ragazza e che è stata ritrovata morta nel fiume.
Il testo del romanzo è composto proprio dai testi scritti male su quei quaderni, abbozzati in un italiano stentato e con la raggia che offusca il cervello e non gli permette di allontanarsi dagli schemi tossici in cui è cresciuto, che non gli permette di “prendere un pensiero brutto e buttarlo nel fiume”, cosa invece che lui prova a fare con tutte le sue forze.
Così, un libro che a prima vista appare semplice, scritto con uno stile limpido e trasparente, finisce per spiazzare il lettore, offrendo spunti di riflessione e sollevando un interrogativo profondo: la cattiveria è innata oppure è frutto dell’ambiente, dell’educazione, dell’accesso ai privilegi che il denaro concede, dell’amore non ricevuto, della capacità di amare che ci viene insegnata?
La raggia è un viaggio di scoperta, è voglia di riscatto, è denuncia, è un racconto in cui immergersi e che ci racconta qualcosa senza dircelo.
Marialuisa Marchetiello è nata a Torre del Greco, ma si definisce cittadina del mondo. Ha vissuto a Londra, Napoli, Greifswald e attualmente vive e lavora a Brema. È diplomata e ha un master in Graphic Design, ma svolge la professione di agente di viaggio. Insomma, la sua testa è sempre tra le nuvole.
