Un romanzo di formazione per accettare il proprio corpo e la propria identità: La Cecilia di Michela Panichi
La Cecilia di Michela Panichi, edito da nottetempo, è ambientato a Ischia – su un’isola, immaginario così caro alla letteratura italiana – dove avviene la crescita e la presa di posizione di Cecilia, la protagonista di questo folgorante romanzo.
Cecilia che non vuole crescere, che vuole che il suo corpo resti quello del fratello Luca, del padre Mauro. Lontano dalla madre, soffocante, incompresa. Ma in quell’estate, nell’estate dei tredici anni, niente va come dovrebbe andare. Cecilia scopre che il suo nome è quello di un verme anfibio senza distinzioni di genere. Ed è così che si sente, ed è così che si presenta al gruppo di ragazzi che che incontra ai Maronti. È così che si presenta ad Alba, croce e delizia di quest’estate piena di segreti e tensioni. Cecilia/Luca in quell’estate scopre i tradimenti degli adulti, i segreti che portano con sé, i dolori della crescita, l’accettazione di sé e infine la rivelazione sulla sua identità.
Un romanzo di formazione acuto, doloroso, pieno di quella violenza sotterranea che solo gli adolescenti possono vedere. Michela Panichi scrive un romanzo così intenso che fa male, che ci riporta tutti in un’estate adolescenziale, in lotta con noi stessi e con il mondo.
Sentiamo la rabbia di Cecilia, il dolore di Luca, sia lei sia il fratello, la necessità di trovare il proprio spazio, la propria voce, anche prendendosi a parole, a pugni, anche dando sfogo a quella violenza ribelle. Eppure, in tutto ciò, spunta anche la delicatezza. Alcune carezza, le voci sussurrate, le labbra appena appoggiate, il sole che riscalda. Michela Panichi è fenomenale a tenere insieme i frammenti di un’adolescenza che sta esplodendo, e magistralmente dona voce a un personaggio che si instaura nel cuore e nella memoria di chi legge.
Stefania Grosso
