Un mondo tecnologico ma senza più contatto umano: scopriamo un possibile futuro con Lin Hsin-hui
Uscito per Add, questo romanzo di Lin Hsin-hui, scrittrice taiwanese, ci porta in un futuro non ben precisato dove l’intelligenza artificiale ha preso il controllo di tutti gli aspetti sociali, per il bene dell’umanità.
La proposta più sconvolgente delle AI che dominano dunque il mondo è quella di rinunciare a ogni contatto umano, portatore, a giudizio loro, dell’infelicità. Sulla base della decisione algoritmica dunque, l’umanità si conforma, si modifica, e vive una realtà quasi virtuale fino al prossimo step, la rigenerazione meccanica e una simbiosi finale con una macchina, unico contatto possibile.
La protagonista di Intimità senza contatto si ricorda pochissimo del contatto umano, avvenuto per l’ultima volta con la madre quando era solo una bambina. Si conforma, segue le regole, eppure sente qualcosa muoversi dentro di lei. Sente il bisogno di sfiorare una mano, di osservare le proteste di piazza, sente che forse la decisione dell’algoritmo non porta poi alla felicità. Anche lei si sottoporrà all’ibridazione bio-sintetica e inizierà un percorso di simbiosi completa con la sua macchina. Eppure qualcosa in lei si risveglia e la macchina prenderà il sopravvento, in una lotta per controllare un’identità e affermare il libero arbitrio.
Lin Hsin-hui scrive un romanzo attualissimo, emozionante, che porta a chiederci qual è davvero il ruolo delle macchine e quale quello dell’umanità. Cosa siamo disposti a sacrificare, cosa vuol dire davvero felicità, e siamo in grado di determinarla? Siamo destinati alla solitudine o possiamo ancora salvare la nostra umanità, con tutte le complessità che essa contiene.
In Intimità senza contatto Lin Hsin-hui descrive uno scenario possibile, prima di scoprire se potrebbe diventare reale, riscopriamo cosa ci rende umani e non macchine.
Stefania Grosso
