Confini, periferie reali e dell’anima: alla scoperta della poesia di Linda Miante.
Uscita per De Ferrari Editore, la raccolta di Linda Miante è un tributo a tutte quelle zone al confine, nell’ombra, nei chiaroscuri, zone impervie, metaforicamente e non.
Piccola biografia di periferie è un caleidoscopio di emozioni, un piccolo contributo umano per capire mostri e assedi, dell’anima e delle città. Il corpo, i sensi, si fondono con ciò che sorge dalla terra. Fanno male eppure guariscono, nel processo di creazione.
Tu nascondimi il sole,
oltre il vortice del meridiano:
sono i fianchi che bruciano la carne
e il pietrisco lungo i pendii.
Sono le porte lattiginose
che non placheranno questa arsura.
Addio giorno più antico
Fluisce dentro la poesia lo sforzo umano e il dolore della periferia, l’attraversata minacciosa, verso un luogo sicuro:
Tornerà a casa, il sangue versato?
Ma da che parte del mare
se non in un riad marocchino,
in un circo,
in un ventre caldo?
Archetipo mediterraneo
C’è sprenza, certo, nella poesia, negli incontri, nell’ascendere attraverso l’esperienza poetica.
Nella città che tutto rapisce,
nella peluria che tinge la carne,
nella sabbia che accoglie,
nel caldo che tutto scoppia,
nell’antico furore di Gerico
ma soprattutto nel ricordo dei libri d’estate
d’avventura cosparsi.
Qui riposa il mio segno.
Nel mio segno, ascendo
Una bellissima raccolta poetica, che fa sospendere il tempo e viaggiare attraverso le parole e i significati, lasciando una traccia dentro.
Stefania Grosso
