In un paese alle prese con un’epidemia da fine del mondo, i segreti più oscuri verranno a galla: è Il mare infetto di Kim Bo-young
Uscito per la collana Asia horror di Add editore, il nuovo romanzo di Kim Bo-young, che ci aveva già conquistato con L’origine della specie, ci porta sulle coste della Corea del Sud, in un post-disastro naturale che lascia un villaggio isolato e alle prese con un’epidemia incurabile.
Il mare infetto si apre con Mu-yeong in viaggio con sua nipote verso la costa coreana quando un terremoto colpisce l’area ed entrambe rimangono bloccate, una viva e l’altra apparentemente morta. Il romanzo prosegue qualche anno dopo, con Mu-yeong che dà la caccia agli infetti che non rispettano la quarantena e vive in solitudine e rancore con i pochi amici che si è riuscita a fare al villaggio.
Un giorno a rompere questo precario equilibrio arriva Ha U-jin, un ricercatore dalla città, che sembra voglia finalmente comprendere le ragioni dell’epidemia e trovare una cura. Mu-yeong, dopo un inizio titubante, cerca di fidarsi di lui e aiutarlo, ma le azioni dell’ambiguo scienziato metteranno in moto una serie di avvenimenti devastanti che porteranno a galla la verità, che è molto più inquietante di quanto entrambi si aspettassero.
Con un omaggio al maestro della letteratura horror H.P. Lovecraft, Kim Bo-young in Il mare infetto ci presenta un racconto dalle atmosfere surreali, a partire dal vilaggio e dai suoi abitanti circondati da quell’aurea di non detto che trasforma tutto in un incubo, in sospetto e paranoia. Anche il lettore finisce dentro questa spirale, segue tutti con circospezione e ansia, si fa trasportare in un mondo in rovina, dove la salvezza non sembra possibile. E Kim Bo-young ci trasporta fino al finale epico, dove Mu-yeong prenderà una scelta disperata e al tempo stesso coraggiosa, dimenticata però dall’umanità. Sarà Ha U-jin a salvarsi, persona mediocre che avrà la sua condanna in un perfetto contrappasso.
Un romanzo horror fatto di passioni e ignoto, che prende in prestito un personaggio ormai entrato nell’immaginario collettivo, e lo trasforma in un monito per tutte le nostre più radicate paure, per sondare il nostro animo oscuro e mostrare luci e ombre di ogni nostra azione. Un meraviglioso romanzo che scuote nel profondo le nostre viscere.
Stefania Grosso
