Un romanzo onirico dove Nicola Argenti cerca di rispondere alla domanda chi siamo davvero
Anche gli dei evidentemente si chiedono chi sono, qual è la loro origine. O almeno lo fa Iperione, protagonista di L’esercizio involontario del sogno di Nicola Argenti, uscito per Les Flâneurs Edizioni.
Manca poco alla fine del mondo, esattamente quindici minuti, e Iperione, il titano, il creatore, osservatore immortale, è sceso proprio sulla terra alla ricerca di risposte. Dopo secoli, milleni, eoni di vita, il dio sembra non essere più in grado di ricordare tutto, qualcosa sfugge al suo controllo, alla sua pacatezza, e rughe di preoccupazione gli solcano il volto.
Così inizia questo viaggio alla fine del mondo, che lo porterà a conoscere uomini comuni, saggi, bambini, storie ingannevoli e racconti sinceri, il tutto per rispondere da dove proviene, da dove è stato creato Iperione stesso?
Nicola Argenti scrive un testo complesso, non di facile lettura e di certo non da tutti i giorni. In L’esercizio involontario del sogno tutto appare come un viaggio poetico, un’allegoria di ciò che siamo e di come il nostro mondo è formato. Un romanzo da sogno, dove gli dei si trasformano in umani, con passione e pulsioni.
Stefania Grosso
