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Andrée A. Michaud Acque Dolci La Nuova Frontiera recensione

Andrée A. Michaud – Acque dolci

Posted on 21 Maggio 202621 Maggio 2026 by Stefania

Andrée A. Michaud con Acque dolci mostra la violenza latente che si sprigiona dall’imprevedibile

Max e Laurence sono finalmente in vacanza con la figlia, Charlie. Un campeggio su un lago, dall’aspetto idilliaco. Inizia così Acque dolci di Andrée A. Michaud, in libreria per La Nuova Frontiera, con una panoramica da sogno su una famiglia felice.

Si tratta di un thriller, dunque il sogno finirà presto. E finisce davvero quando Max, furioso per delle molestie sulla figlia, decide di lasciare il campeggio in piena notte, durante un temporale. Ovviamente non è una buona idea, ma a niente valgono i tentativi di Laurence di calmarlo. La famiglia parte, si perde, rimane intrappolata in una strada chiusa. E da questo punto tutto precipita.

La follia non è quella di serial killer, la follia arriva da persone comuni, per un imprevisto, per un incidente imprevedibile che mette in moto una serie di azioni e decisioni sbagliate. Saranno Laurence e Charlie a dover lottare, a dover appendersi alla speranza, alla scintilla che vedono ancora nonostante tutto il buio e il dolore che le travolge. E forse sì, forse qualche personaggio da fiaba esiste, e tutto può andare per il meglio.

Qui la storia si interrompe e dà vita alla seconda parte, dove tutto sembra essersi risolto, dove i traumi e il dolore appartengono al passato. Illusioni: lo sa bene la madre di Laurence che non smette di scrutare la figlia e il suo nuovo compagno in questo raduno di famiglia sul lago. Sarà di nuovo il lago testimone dell’esplosione della violenza, meno vivida questa volta, ma altrettanto impattante nelle vite di Laurence e Charlie. Perché, sembra dirci Andrée A. Michaud, la violenza è insita in noi, dove c’è l’uomo non può che sgorgare violenza ad un certo punto.

Il merito di questo thriller è di non mollare mai la presa sul lettore. Se nella prima parte la tensione è alta, siamo costantemente affannati nella lettura, pregando qualunque cosa perché madre e figlia si salvino, nella seconda parte di Acque dolci dopo le prime pagine capiamo subito che non c’è modo di rilassarsi, dobbiamo stare costantemente allerta, perché il mostro è dietro l’angolo.

Un thriller riuscitissimo, che esplora la psicologia umana, le nostre decisioni e paura attraverso il noir. Andrée A. Michaud si conferma un’autrice in grado di sondare l’animo umano e di spezzare quell’apparente calma che ci avvolge, rivelando ciò che siamo e ciò che temiamo.

Stefania Grosso

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