Due sorelle, un paesino del sud alle prese con la guerra e il mondo che cambia: Maria La Tela scrive un lucido e profondo racconto di colpa, gelosia e violenza
Siamo negli anni ’30, Teresa sente la madre dare alla luce la sua sorellina, tra urla e un epilogo che determinerà tutta l’esistenza della ragazza. Perché la madre muore e Teresa non potrà fermare la colpa e la violenza che la vista di Amalia le suscita. Inizia così Nel nome tuo di Maria La Tela, romanzo pubblicato da Ventanas Edizioni.
Seguiamo poi Teresa e Amalia, insieme al padre, la nonna e altri personaggi complementari che entreranno e usciranno dalla loro vita, nella loro crescita attraverso un Sud Italia che cambia, prima durante la guerra e poi nella ricostruzione. Teresa, nel suo rancore e nella sua rabbia, decide di chiudersi in convento. Mentre Amalia rimane nel loro paesino, nella loro cantina, si sposa, si perde. Teresa, la cattiva, che nel suo rapporto con Dio e con un uomo immaginario troverà una fede diversa, ritroverà un amore per la sorella che non è però dettato dalla bontà ma da una ferocia e da una delusione costante riguardo ai rapporti umani e di potere.
Maria La Tela scrive un romanzo intenso, a volte lucido nel descrivere la cattiveria e l’oscurità che alberga dentro Teresa, a volte diventa lirico, poetico. Ma mai scaglia un giudizio. Teresa non è solo cattiva, non è solo vittima, non è un personaggio monocromatico. Anzi, è sfaccettato, in costante evoluzione, una costante sorpresa. Ed è con una sorpresa che arriviamo al finale, che nella sua crudezza è al tempo stesso pieno d’amore.
Nel nome tuo di Maria La Tela non tende la mano al lettore, ai personaggi, mette semplicemente in mostra di cosa siamo capaci, nel dolore e nei sensi di colpa, di cosa siamo in grado di fare per sopravvivere. E non c’è giudizio che tenga.
Stefania Grosso
