In un paese che cambia, Qiu Miaojin ci mostra una giovane donna alla ricerca della sua identità mentre supera i suoi demoni interiori
Taiwan, anni ’80. Una libertà inaspettata e travolgente. Questa è la cornice storica che fa da sfondo alla vicenda di Lazi, protagonista del romanzo di Qiu Miaojin, pubblicato da add editore, vagamente autobiografico e potentissima testimonianza della comunità queer di Taipei.
I taccuini del coccodrillo è un insieme di diari, pop culture e metafore sociali. Troviamo i frammenti dei pensieri di Lazi che raccontano la sua travagliata storia d’amore e ossessione, i suoi disagi, le sue amicizie altrettanto tormentate. E soprattutto troviamo i coccodrilli, escamotage ben riuscito per raccontare le paure e l’inquietudine di una comunità queer che esce allo scoperto, ancora timorosa di non essere capita e accettata.
Non è certo una storia felice. Lazi soffre, i suoi amici pure, si fanno del male, si ritrovano, si rincorrono in una passione totalizzante e alienante, per poi lasciarli sfibrati in balia dei loro dolori. Depressione, una società dalle alte aspettative, una disperata ricerca della propria identità, del proprio posto nel mondo, mentre questo mondo stesso cambia e si aspetta sempre qualcosa in più dalla generazione di Lazi.
Qiu Miaojin scrive con uno stile visionario, poetico nei diari di Lazi, per poi passare a una cronaca ironica e a un’acuta critica sociale nei frammenti sui coccodrilli. Il tutto intrecciato da una vasta e impressionante cultura e citazioni pop, dal cinema alla musica e, ovviamente, alla letteratura. Travagliato, sensazionale, unico: questo è I taccuini del coccodrillo e questa è stata anche la vita di Qiu Miaojin, morta suicida in Francia, mentre diventava un’icona per la comunità queer taiwanese e non solo.
E per quanto faccia soffrire, per quanto ad ogni pagina si speri che Lazi e i suoi amici trovino un attimo di pace, I taccuini del coccodrillo è così doloroso da diventare necessario, come una caduta dentro le spirali di vulnerabilità di chi sa che non è completamente accettato, di chi sa che dovrà fare un passo in più, sempre un passo più faticoso, per trovare il proprio posto. Un manifesto, una prova di coraggio e un testo che ha ancora tanto da dire e da insegnare a tutti noi.
Stefania Grosso
