Terza raccolta dei racconti di Suzuki Izumi, Un mondo pieno di vuoto continua a mescolare fantascienza, weird, pop, ironia e cinismo
Torna in libreria, torna tra le nostre mani, Suzuki Izumi, la controversa e sperimentale autrice giapponese, che con i precedenti Noia terminale e Hit parade di lacrime, sempre per add editore, ci aveva portato dentro un vortice di pensieri e tragedie umane, attraverso una lente a sprazzi realista, a momenti weird ma sempre con lucidità e cinismo.
Come nei precedenti, anche in Un mondo pieno di vuoto, l’autrice ci fa navigare nel dolore umano attraverso undici racconti in cui mette a nudo la fragilità e le tristezze dentro ognuno di noi. Nessuno è mai libero davvero, siamo tutti intrappolati in qualche modo: dentro la gabbia delle convenzioni, della società, del genere, dei nostri stessi sentimenti. E allora scopriamo un bambino e una donna legati dall’ossessione di lui per lei, attraverso le fasi della vita. Giovani universitari persi in un dialogo senza fine tra arte, musica e senso della vita. Una dimensione parallela in cui ci si può perdere, non solo fisicamente ma anche umanamente. E ancora, una donna e un alieno, un divorzio al limite dell’assurdo, un diavolo poco capace, trapianti di anni di vita…
Non si fanno sconti a nessuno nei racconti di Suzuki Izumi: uomini o donne, ragazzi o specie aliene; siamo tutti grotteschi, invischiati in un labirinto di possibilità e scelte non compiute. E sono queste possibilità a creare i mondi di questi racconti; mondi distopici, futuri alternativi, vuoti cosmici e vuoti personali. Spazi nichilisti, spazi assoluti, in cui però non ci si trova, dove la noia e la pochezza dentro di noi hanno comunque la meglio.
Uno sguardo disilluso, un approccio controverso al femminismo e alla vita stessa: Suzuki Izumi con questi racconti si conferma la voce fuori dal coro, la spinta punk e alternativa di cui abbiamo bisogno.
Stefania Grosso
