Un viaggio attraverso lo spazio e il tempo per ricongiungersi e ritrovare la propria identità: Verso casa di Portia Elan
Anni ’80, Becks cerca di vivere la sua vita a dispetto della madre che la vorrebbe diversa e sopravvivendo al lutto dell’unica persona che la capiva, suo zio. Inizia così Verso casa di Portia Elan, uscito per Edizioni e/o, un romanzo che poi ci porta attraverso i secoli, tra avventura, distopie e formazione.
Il filo conduttore è un videogioco, ideato proprio dallo zio di Becks prima della sua morte e concluso da lei nella speranza di trovare la propria libertà e identità. Un gioco in cui si possono compiere scelte, esplorare un mondo lontano e decidere il destino di una navicella e i suoi passeggeri. Allo stesso tempo sono le scelte in tre epoche diverse, fatta da personaggi diversissimi tra loro, a far muovere il romanzo in avanti, attraverso i secoli.
È un romanzo d’avventura, è un romanzo di fantascienza ma prima di tutto è un romanzo di formazione, quello di Becks, che attraverso il lutto e la creazione del videogioco scoprirà quella parte di sé che non voleva nominare e accetterà la propria identità. Ma la formazione e l’accettazione arrivano anche in altre forme, in altre età e luoghi. Troviamo Yesiko, capitana di una barca alla ricerca di relitti, coinvolta suo malgrado in un viaggio che la porterà ad abbandonare il passato e accogliere le incertezze. E poi ancora un’AI che è molto di più di ciò che sembra, e la sua creatrice, una scienziata visionaria. Ed infine la protagonista stessa del gioco, che si spingerà ai limiti dell’universo e del tempo per cambiare le vite delle persone.
Portia Elan regala al lettore un esordio pieno di vitalità e di intrecci; si basa sul senso che diamo alla comunità, a chi siamo e alle nostre identità, alla speranza di qualcosa di più, che sia inseguire un sogno o curare il cuore dopo una ferita. Verso casa è uno straordinario romanzo che mostra cosa vuol dire amare ed essere umani.
Stefania Grosso
