Quando i libri prendono il borgo: la storia del Festival dei Libri nelle parole della sua fondatrice
C’è un piccolo borgo della Romagna, Brisighella, dove ogni settembre i libri escono dagli scaffali e si prendono le piazze, le strade, gli spazi condivisi di una comunità intera. È il Festival dei Libri, nato dalla passione di alcunə lettorə e cresciuto negli anni grazie all’Associazione EquiLibri ArteFatti e al gruppo di lettura Lamone Letterario. Quest’anno l’appuntamento è per il 12 e 13 settembre, all’Istituto Emiliani di Fognano, con ingresso libero per chiunque voglia partecipare. Per raccontarvi la storia, lo spirito e le novità di questa edizione, abbiamo incontrato Anna Borsarelli, anima e mente organizzativa del Festival.
Da cosa nasce l’idea del Festival, e quali sono stati i primi passi che l’hanno reso reale?
Il Festival nasce dalla passione per i libri che mi ha portata in giro per tutta Italia alla ricerca di nuovi titoli e nuovi autori, fino a rendermi conto che vicino a casa non c’erano luoghi di incontro simili, a quel punto è maturata l’idea del Festival.
Qual è, secondo te, il tratto che distingue questo festival da altri eventi letterari simili?
Il Festival dei libri è un luogo di connessione, dove la lettura diventa un’esperienza collettiva. Non siamo una rassegna letteraria, e nemmeno una fiera, dove passi, guardi, ascolti e te ne vai. Da noi oltre agli stand che quest’anno saranno 67, i visitatori interagiscono direttamente con gli autori e possono farlo in diverse forme, dal classico firmacopie fino al book’s pitch o allo speed date libroso, dove è proprio il lettore a trasformarsi in protagonista e/o giuria.
Inoltre, al Festival ti puoi fermare a mangiare e godere di un’area relax & reading sotto gli alberi di pesco, in un’atmosfera conviviale ed accogliente perché come diceva Irving Stone:
«Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri.»
Come si scelgono i temi, gli ospiti e i workshop di ogni edizione?
Il Festival dei Libri per definizione è il festival di tutti i libri, per questo ho scelto, sin da subito, di non dare un tema, ma di lasciare spazio a tutti i generi e a tutti gli argomenti, dai più leggeri ai più impegnati. Gli ospiti vengono scelti tra chi si propone, tra le persone che incontro e tra quelle che vorrei incontrare. Metto insieme un elenco di nomi e poi cerco di spaziare tra i vari generi proprio per dare a tutti un motivo in più di venire al Festival e tentando di non escludere nessuno. Anche i workshop nascono da proposte che ricevo e da attività che ho visto e mi sono piaciute. Le occasioni non mancano, la difficoltà più grande sta nel coordinare tutto, ma è anche una sfida entusiasmante,
Cosa possiamo aspettarci di nuovo dall’edizione del 12-13 settembre rispetto a quella del 2025?
Intanto abbiamo una nuova location, avendo bisogno di più spazi abbiamo trovato nell’Istituto Emiliani il nostro “luogo del cuore”, una istituzione che già nel diciannovesimo secolo è stata punto di riferimento per le educande di tutta Italia, un posto ricco di storia e anche molto suggestivo. Avremo due palchi , uno per il classico speed reading e l’altro per le incursioni di Federico “il filibustiere” Mazzi, 3 sale perle attività, nuovi format e tante sorprese.
Ci sono presentazioni, incontri o laboratori a cui tieni particolarmente quest’anno?
Non riuscirei a scegliere, sono tutte attività che ho condiviso con autori, professionisti e collaboratori, sono tutte scelte ponderate anche se molto diverse tra loro, posso dire di avere ottime aspettative e cercherò di viverle anche io insieme ai visitatori.
L’ingresso è libero: come si sostiene economicamente un festival gratuito, e cosa serve di più in questo momento (volontari, sponsor, spazi)?
Ingresso libero e workshop gratuiti sono stati una scelta precisa, la cultura deve essere fruibile da tutti, e spero che in questo modo si investa di più sull’acquisto dei libri. Il Festival si sostiene grazie all’associazione Equilibri Artefatti APS, di cui sono presidente, che è nata proprio dopo la prima edizione per gestire questo Festival che ha tanta voglia di crescere. L’associazione può contare sulle quote associative,15€ annue e chiunque può contribuire e/o iscriversi, ha raccolto sponsorizzazioni da attività del territorio, e quest’anno ha, oltre al patrocinio, anche un contributo del Comune di Brisighella. Il vero motore del Festival però sono le persone che ci credono e si impegnano gratuitamente nove mesi l’anno, e i tanti amici che si sono resi disponibili senza chiedere nulla in cambio, come le due moderatrici: Maria Guidi che viene dalle Marche o Federica Cervini che viene da Milano.
Indubbiamente con più soldi si potrebbero fare più cose.
Dove vedi il Festival tra cinque anni: stessa dimensione con più cura, o crescita più ambiziosa?
Ogni edizione insegna qualcosa per l’edizione successiva, quindi tra cinque anni vorrei vedere un Festival ancora più bello e più ricco di attività, ma sono anche pronta a farmi sorprendere da nuove idee e nuove proposte che arriveranno da chi vorrà collaborare.
Ascoltare Anna raccontare il Festival dei Libri significa capire quanto la cultura, quando nasce da un territorio e dalle persone che lo abitano, possa diventare un punto di incontro autentico e duraturo.
