Laura Chivite scrive romanzo di formazione atipico, dove rivolta e trasformazione convivono e dove tutto è possibile
Un romanzo di formazione classico prevede un viaggio del protagonista, dalla gioventù all’età adulta, venendo a patti – oppure no – con il mondo. Anche nel romanzo di Laura Chivite, La rivolta delle capre, uscito per La nuova frontiera, c’è una crescita, un movimento verso l’età adulta, ma inquesto caso il percorso è condito da personaggi al limite della realtà, da rivoluzioni interiori e una serie di possibilità infinite.
Nelle prime pagine del romanzo troviamo la protagonista, in un giorno di pioggia a Madrid, che rivede attraverso la finestra del bar, sua zia Lidia, con cui aveva convissuto anni prima e con cui aveva instaurato una relazione tanto profonda quanto conflittuale. Da adolescente l’aveva ammirata, si era affacciata su un mondo nuovo, complesso, avventuroso, punk. Da adulta la insegue, la ricorda, prova a eliminarla dalla propria vita. Ma in ogni caso, zia Lidia è sempre presente, come movimento centrale alla crescita della protagonista.
Crescita che segue anche quella della capra Juana, contraltare della protagonista, piccola capra che cresce a Londra e sogna il cinema, storia a finali parti che zia Lidia le racconta mentre ancora vivono insieme. Storia che con ironia e irriverenza insegna a scegliere ciò che è giusto per noi, nei nostri cuori giovani e pieni di speranza. Insegna che si può inseguire i propri sogni e chissà, anche lasciarsi aperte porte diverse, contemporaneamente, per diverse conclusioni della nostra vita.
Laura Chivite compone un romanzo bizzarro, pieno zeppo di personaggi straordinari che sconfinano sul soprannaturale (telecinesi, vampiri, e ovviamente le capre parlanti) ma che formano un universo narrativo indimenticabile. Indimenticabile per la schiettezza dei dialoghi, per il cinismo e al tempo stesso la speranza che tutti regalano alla protagonista, aiutandola a scoprire i miliardi di sfaccettature della sua identità, e soprattutto aiutandola a capire che certi legami non si spezzano mai ma a volte bisogna imparare a lasciarli andare per la loro strada. Laura Chivite sembra dirci che crescere è anche disincanto, certo, ma l’importante è non perdere la fame di vita. E anche mantenere sempre un pizzico di irriverenza punk.
Stefania Grosso
